Mustang, Kasia Smutniak porta a Roma la promessa fatta con Pietro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La promessa nata durante un viaggio in Nepal è diventata il cuore di Mustang, il documentario con cui Kasia Smutniak arriva alla Festa del Cinema di Roma per raccontare una storia personale costruita attraverso ricordi, immagini e legami familiari. Il film ripercorre il viaggio compiuto nel Mustang insieme a Pietro Taricone e segue il percorso che da quell’esperienza ha portato alla nascita di una scuola per i bambini della regione. La presentazione romana arriva dopo un lavoro durato anni, nel quale le immagini private sono state trasformate in un racconto cinematografico.

Il viaggio in Nepal e la promessa di una scuola

La storia comincia nel 2003, quando Smutniak e Taricone, allora una giovane coppia, raggiungono il Mustang con zaini e una piccola telecamera. La regione, situata nell’Himalaya nepalese al confine con il Tibet, era ancora caratterizzata da un forte isolamento e da condizioni di vita molto diverse da quelle delle aree più sviluppate del Paese. Proprio l’esperienza vissuta sul posto porta i due a immaginare un progetto concreto per i bambini locali: contribuire alla realizzazione di una scuola e proteggere una cultura che avevano conosciuto direttamente.

Il progetto assume un significato diverso dopo la morte di Taricone, avvenuta nel 2010 in seguito a un incidente di paracadutismo. L’impegno però non viene abbandonato e trova una realizzazione concreta con la scuola legata all’Associazione Pietro Taricone ETS, inaugurata nel 2016. La struttura permette agli studenti della zona di ricevere l’istruzione primaria senza dover lasciare le proprie famiglie, trasformando una promessa nata durante una vacanza in un intervento destinato alla vita quotidiana della popolazione locale.

Sophie e le immagini ritrovate dopo oltre vent’anni

Nel documentario entra anche Sophie, figlia della coppia, che diventa una presenza centrale nel racconto. Le immagini registrate durante il viaggio vengono riscoperte e acquistano un significato nuovo per chi allora non poteva ancora conoscere quella storia direttamente. È attraverso questo materiale che il passato dei genitori viene messo in relazione con la generazione successiva, creando un dialogo tra fotografie, filmati e memoria familiare.

Il rapporto tra madre e figlia rappresenta uno degli elementi più personali dell’opera. Sophie spinge la madre a lasciarsi andare davanti alla macchina da presa e a confrontarsi con ricordi che per lungo tempo erano rimasti legati alla dimensione privata. La sua voce accompagna il documentario e permette di osservare il viaggio del 2003 da una prospettiva diversa, quella di una figlia che ricostruisce una parte della storia dei propri genitori attraverso immagini conservate nel tempo.

Dal Mustang alla Festa del Cinema di Roma

La regione raccontata nel film è profondamente cambiata rispetto alle immagini del primo viaggio. Il Mustang è passato in pochi anni da una condizione nella quale l’elettricità non era ancora disponibile a una realtà nella quale anche strumenti digitali come TikTok fanno parte della vita quotidiana. Il contrasto tra il territorio incontrato dalla coppia e quello conosciuto successivamente diventa uno degli elementi attraverso cui il documentario osserva il cambiamento sociale e culturale.

Mustang è scritto da Kasia Smutniak e Marella Bombini e prodotto da Fandango in associazione con Luce Cinecittà, con il contributo dell’Associazione Pietro Taricone e il sostegno dell’Unione Buddhista Italiana. La produzione è affidata a Domenico Procacci, Laura Paolucci e Smutniak; la fotografia è di Paolo Pisacane, il montaggio di Ilaria Fraioli e le musiche di Lorenzo Tomio. Il documentario dura 105 minuti ed è in concorso nella sezione Progressive Cinema della 21ª Festa del Cinema di Roma, dove figura anche nella selezione per il premio al Miglior documentario.

Il film arriva dopo Mur, il precedente lavoro documentario di Smutniak, dedicato alla frontiera tra Polonia e Bielorussia e premiato con il Nastro d’Argento Documentari 2024 per il Cinema del Reale. Con Mustang, il percorso dietro la macchina da presa si sposta dall’attualità politica e dalle migrazioni a una vicenda intima nella quale il rapporto con un luogo diventa anche un modo per affrontare l’assenza e il passaggio del tempo.

La 21ª Festa del Cinema di Roma si svolge dal 13 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e in altri luoghi della Capitale. Il documentario è inserito nel concorso internazionale Progressive Cinema, composto da 18 opere, e dopo la manifestazione romana è previsto nelle sale italiane a novembre con Fandango Distribuzione.

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