Caso Almasri, la maggioranza blocca l'autorizzazione a procedere contro i tre membri del governo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Come era ampiamente atteso, la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha archiviato, con un voto che non lasciava spazio a interpretazioni, la richiesta di procedere penalmente contro il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Tredici voti contrari hanno infatti sepolto la relazione che il deputato dem Federico Gianassi aveva presentato, la quale, con soli sei consensi, non è riuscita a ottenere il via libera per il Tribunale dei ministri.

Il voto della Giunta

L'atto, che molti consideravano una mera formalità politica data la composizione dell'organo, si è dunque risolto in un esito scontato, un colpo di spugna su una delle pagine più intricate e discusse della politica estera e giudiziaria italiana recente.

La vicenda del generale Almasri

La vicenda giudiziaria, che ora si arena di fronte a un muro politico, affonda le sue radici nella brevissima e turbolenta permanenza in Italia del generale libico Osama Njeem Almasri. La sua cattura, su mandato della Corte penale internazionale, era stata eseguita dalle forze dell'ordine a Torino lo scorso gennaio. L'arresto, tuttavia, si è dissolto nel giro di appena quarantotto ore, trasformandosi in un rapido rimpatrio che ha suscitato perplessità e critiche. L'ex capo della polizia giudiziaria libica, infatti, è stato fatto volare verso la Libia a bordo di un volo di Stato, un gesto che ha assunto contorni controversi soprattutto dopo il suo ritorno in patria, dove è stato accolto da manifestazioni di giubilo.

Le accuse ai ministri

Le accuse mosse dai magistrati, e sulle quali la Giunta ha ora preferito non indagare ulteriormente, riguardano le modalità con cui le autorità italiane gestirono quel delicato passaggio. I tre esponenti del governo, ciascuno per il proprio ambito di competenza, sono finiti nel registro degli indagati per le decisioni che portarono al mancato fermo sul suolo nazionale e all'immediata restituzione di un uomo sospettato di essere gravato da accuse internazionali di tortura e crimini di guerra. Una sequenza di eventi che ha sollevato interrogativi sulla coerenza con gli obblighi internazionali dell'Italia.

Le conseguenze del voto

Con questo voto, che rappresenta l'epilogo parlamentare della richiesta di autorizzazione a procedere, il caso giudiziario si trova di fronte a uno stop definitivo all'interno delle aule di Montecitorio. La maggioranza di centrodestra, compatta, ha così posto un argine a qualsiasi sviluppo processuale immediato per i suoi membri del governo, chiudendo un capitolo che aveva tenuto banco per settimane. La questione Almasri, con tutte le sue implicazioni, rimane quindi confinata alla sfera politica e diplomatica, senza le conseguenze penali che l'opposizione aveva auspicato.

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