Addio adblock Chrome: con Chrome 150 sparisce l’ultima scappatoia
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’addio adblock Chrome entra nella fase definitiva con l’arrivo di Chrome 150, previsto per il 30 giugno, quando Google rimuoverà l’ultimo flag che consentiva di aggirare la disabilitazione di Manifest V2. Per una parte degli utenti che continuava a utilizzare vecchi sistemi di blocco della pubblicità attraverso meccanismi non ufficiali, questa modifica rappresenta la fine di ogni possibilità di mantenere attive le estensioni basate sulla precedente piattaforma. La decisione emerge da un intervento nel repository Chromium che elimina il flag denominato “kExtensionManifestV2Disabled”, considerato ormai codice non più necessario perché le estensioni Manifest V2 non sono più supportate nelle versioni distribuite del browser.
Il cambiamento non arriva all’improvviso, ma conclude un percorso iniziato da tempo. Negli ultimi mesi Chrome aveva già progressivamente ridotto il supporto alle estensioni costruite sulla vecchia architettura, lasciando tuttavia alcuni elementi tecnici che permettevano a una parte degli utenti di continuare a utilizzare strumenti basati su Manifest V2. Con la rimozione del flag, anche queste possibilità vengono eliminate. Per chi faceva affidamento su tali procedure, non resteranno ulteriori percorsi praticabili per mantenere operative le soluzioni precedenti.
Chrome completa la dismissione di Manifest V2
La notizia è legata direttamente all’evoluzione della piattaforma Chromium, il progetto su cui si basano Chrome e numerosi altri browser derivati. Secondo quanto emerge dal commit individuato nel repository, il flag rimosso era ormai classificato dai revisori come “dead code”, ovvero codice non più utile all’interno del progetto. Questa valutazione deriva dal fatto che il supporto a Manifest V2 è stato già eliminato dalle versioni distribuite del browser, rendendo superflui i meccanismi che consentivano di modificarne il comportamento.
Le versioni 150 e 151 di Chrome, attese nel corso dell’estate, vengono indicate come quelle che completeranno il processo. Saranno infatti questi aggiornamenti a rimuovere definitivamente le ultime utilità fondate sul sistema Manifest V2, architettura che per anni ha rappresentato la base tecnica di numerosi strumenti utilizzati per filtrare annunci pubblicitari e contenuti indesiderati. Con la scomparsa delle componenti residue ancora presenti nel codice, si chiude una fase che aveva permesso ad alcuni ad blocker storici di continuare a funzionare nonostante la progressiva transizione avviata da Google.
Cosa cambia per gli utenti che usavano i vecchi ad blocker
L’impatto maggiore riguarda gli utenti che continuano a utilizzare estensioni costruite sulla precedente architettura. Tra gli esempi più citati c’è uBlock Origin, indicato come uno degli strumenti più noti collegati al modello Manifest V2. La questione è diventata sempre più attuale proprio perché gli aggiornamenti previsti nelle prossime settimane eliminano gli ultimi riferimenti tecnici rimasti all’interno di Chromium. Chi aveva sfruttato meccanismi di compatibilità o impostazioni non ufficiali per prolungare il funzionamento di queste estensioni si troverà davanti a una situazione diversa rispetto a quella degli ultimi mesi.
Il processo di dismissione, in realtà, era già iniziato nel 2024. Da allora Google ha portato avanti una graduale rimozione delle funzionalità collegate a Manifest V2, lasciando tuttavia nel codice alcuni elementi che permettevano ancora margini di utilizzo. L’intervento previsto con Chrome 150 rappresenta quindi l’atto conclusivo di una strategia che era stata annunciata da tempo e che ora arriva alla sua applicazione completa. Non si tratta di una modifica isolata, ma della prosecuzione di un percorso tecnico già avviato e progressivamente esteso alle versioni più recenti del browser.
Alla base di questa evoluzione c’è il passaggio verso Manifest V3, il framework che Google sta adottando come riferimento per il funzionamento delle estensioni di Chrome. La rimozione degli ultimi componenti associati a Manifest V2 conferma la volontà di completare la transizione verso il nuovo sistema. Con gli aggiornamenti estivi, Chromium e i browser che ne derivano si avvicinano così alla chiusura definitiva di ogni compatibilità residua con la piattaforma precedente, segnando un cambiamento destinato a incidere soprattutto su chi continuava a utilizzare i vecchi ad blocker attraverso le ultime eccezioni ancora presenti nel codice.




