Sparisce uno dei cinque indagati per l’omicidio del barbiere di Barletta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Uno dei cinque sospettati coinvolti nell’omicidio di Francesco Diviesti, il 26enne barbiere di Barletta il cui corpo è stato ritrovato semicarbonizzato il 29 aprile in un rudere tra Canosa di Puglia e Minervino Murge, risulta irreperibile. Si tratta di un albanese di 40 anni, già noto alle autorità per un precedente attentato ai danni del consigliere regionale del Pd Pasquale Ventura nel 2015, condannato per il ruolo di sicario. La procura distrettuale antimafia di Bari lo ha iscritto nel registro degli indagati insieme ad altri quattro pregiudicati, tutti legati a una lite avvenuta in un bar poco prima della scomparsa del giovane.

La conferma che il corpo rinvenuto sia quello di Diviesti, sebbene l’autopsia debba ancora fornire l’identificazione definitiva, è arrivata dal riconoscimento di alcuni oggetti personali da parte dei genitori. Un braccialetto e una collana, identici a quelli che il ragazzo portava abitualmente, sono stati mostrati alla madre e al padre nel corso delle formalità legate all’incarico dell’autopsia. Il ritrovamento risale a quattro giorni dopo la scomparsa, quando il giovane aveva lasciato il suo negozio di barbiere senza fare più ritorno a casa.

Le indagini, coordinate dalla polizia e dalla procura, stanno ora esplorando con attenzione il possibile legame con il traffico di stupefacenti, un filone che potrebbe spiegare sia la dinamica dell’agguato sia la brutalità dell’esecuzione. La fuga del quarantenne albanese, considerato il più pericoloso del gruppo, complica ulteriormente un quadro già intricato, in cui gli investigatori devono districarsi tra vecchie condanne, rivalità criminali e movimenti sospetti nelle ore successive al delitto.

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