Garlasco, Sempio a Roma per la perizia psicologica: “Altri accertamenti”
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Redazione Interno
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L’attesa si è consumata per ore, fuori dal laboratorio “Genomica” di via Arduino 38, dove i cronisti – giunti sul posto già dalle prime luci dell’alba – hanno scandito ogni passaggio di un rituale giudiziario che riporta l’attenzione sul delitto di Chiara Poggi. Andrea Sempio, il 38enne che nell’ambito del nuovo sviluppo investigativo risulta indagato per l’omicidio della giovane, è arrivato nella Capitale per sottoporsi alla perizia psicologica disposta dalla Procura di Pavia. Un appuntamento, questo, che segna un capitolo delicato dell’inchiesta: il consulente della difesa, una genetista incaricata di analizzare le tracce biologiche, ha già anticipato che si discuterà anche dell’impronta genetica attribuita al suo assistito, aprendo la strada a “altri accertamenti” tecnici.
Nel laboratorio “Genomica” i colloqui con gli psicologi e la strategia difensiva
Una volta varcata la soglia del centro diagnostico specializzato, Sempio ha iniziato i colloqui con gli psicologi incaricati di valutare la sua personalità e le sue competenze relazionali, elementi che la pubblica accusa ritiene rilevanti per verificare la congruenza del suo profilo con la dinamica del delitto. Nella stessa struttura è previsto anche un incontro con il suo pool di avvocati, i quali – stando a quanto trapela da fonti vicine alla difesa – intendono mettere a punto la strategia legale alla luce delle contestazioni emerse dall’inchiesta coordinata dai magistrati pavesi. Proprio in quel contesto, la genetista che affianca i legali ha fatto sapere di voler richiedere approfondimenti ulteriori, concentrandosi sulla controversa traccia genetica che ha riacceso i riflettori su Sempio: “Discuteremo dell’impronta attribuita ad Andrea”, ha dichiarato la consulente, senza però scendere in dettagli tecnici.
Fotografi, curiosi e la domanda che torna nei pressi del civico 38
Alle otto e trenta del mattino, quando le saracinesche del laboratorio “Genomica” erano già aperte, l’arrivo dei primi fotografi – accompagnati da alcuni giornalisti – ha attirato l’attenzione dei passanti. “Che succede?”, ha chiesto una donna ferma sul marciapiede. “C’è Andrea Sempio”, ha risposto un cronista. La reazione è stata immediata: “Quello di Garlasco”, ha esclamato un’anziana, sgranando gli occhi mentre si univa al piccolo gruppo di curiosi. Nessuna aggressione, nessun tafferuglio; solo lo sguardo insistente di chi vuole capire perché un’inchiesta chiusa da anni sia tornata a macinare carte e testimonianze. Fuori da quel civico 38, dove la genetica incontra la psicologia forense, il caso di Chiara Poggi riprende senza bisogno di parole.
La Procura di Pavia e l’ipotesi di un coinvolgimento che non si è mai spenta
Sempio, che da tempo aveva allontanato da sé qualsiasi sospetto, si trova ora a dover rispondere a un quadro indiziario parzialmente rinnovato: gli inquirenti ipotizzano un suo coinvolgimento diretto nell’omicidio, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco. La perizia psicologica – un accertamento tecnico richiesto per valutare le sue capacità di intendere e volere non al momento del fatto, ma piuttosto la coerenza del suo comportamento e delle sue dichiarazioni – rappresenta uno snodo cruciale. I legali del 38enne, pur riconoscendo la gravità del momento, hanno lasciato intendere che il loro assistito “non può essere tranquillo”, sebbene confidi nella possibilità di chiarire ogni profilo ambiguo attraverso i nuovi accertamenti. Mentre gli esami proseguono tra i locali insonorizzati di “Genomica”, fuori resta la cronaca di un paese che non ha mai smesso di domandarsi chi abbia ucciso Chiara Poggi.




