Grandine come palline da tennis nel Bresciano, chicchi di ghiaccio e vento a raffiche: i danni tra Franciacorta e Sebino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel pomeriggio di oggi, superata la soglia delle diciassette, un violento fenomeno temporalesco si è abbattuto su vaste porzioni della provincia di Brescia. A innescare la preoccupazione – e i primi, immediati disservizi – è stata una grandinata di eccezionale intensità, che ha scaricato chicchi di ghiaccio dalle dimensioni via via crescenti man mano che le segnalazioni si moltiplicavano sul territorio. Dai lettori, le cui testimonianze sono state raccolte direttamente sul campo, emerge un quadro dettagliato di una perturbazione che non ha risparmiato né il capoluogo né le aree più interne, con picchi di violenza registrati nell’Ovest Bresciano, in Franciacorta e lungo le sponde del Sebino.

Le raffiche di vento, che hanno preceduto la caduta del ghiaccio, hanno spazzato strade e campagne sollevando polvere e detriti; poi, quasi all’improvviso, si è scatenata la furia dei chicchi. Questi ultimi, secondo le descrizioni raccolte, hanno raggiunto in più punti la dimensione di una noce, salendo però sino a misure ben più alarmanti in alcune località specifiche. A Erbusco, comune cuore della Franciacorta, il nubifragio – seppur di breve durata – ha letteralmente imbiancato i tetti e le auto parcheggiate: qui i chicchi sono stati paragonati a palline da golf, mentre non distante, a Palazzolo sull’Oglio, il confronto si è fatto ancor più impressionante. I residenti hanno parlato di blocchi di ghiaccio grandi come palline da tennis, capaci di sfondare tegole e frantumare vetri.

Dalle valli alla Bassa, la mappa degli eventi

La perturbazione non si è limitata alla fascia pedemontana. La Valtrompia, la Valcamonica e parte della Bassa Bresciana sono state investite con la stessa ferocia: a Darfo, per esempio, la grandinata ha assunto connotati da vera e propria tempesta, imbiancando i campi in pochi minuti. Quel che più preoccupa, a caldo, sono i danni ancora da quantificare ma già visibili a occhio nudo – carrozzerie ammaccate, infissi rotti, orti e colture distrutte. In un contesto agricolo delicato come quello della Franciacorta, noto per i suoi vigneti, la caduta di chicchi così pesanti rappresenta un colpo durissimo: un agricoltore, ripreso in un video diventato virale in poche ore, si è lasciato andare a un laconico «Ho perso tutto», sintesi drammatica di una mattinata in cui il lavoro di mesi è stato spazzato via in un quarto d’ora.

Vento e oscuramento repentino, la sequenza dei fenomeni

Ciò che ha colpito i testimoni, oltre alla forza del ghiaccio, è stata la rapidità con cui il cielo è diventato nero. Un repentino oscuramento, difficile da non notare, ha anticipato di pochi minuti le raffiche; poi il rumore – crescente, assordante – dei blocchi che battevano su tetti e lamiere. In alcune zone dell’alto Sebino, la grandine si è accumulata a tal punto da simulare una coltre nevosa fuori stagione, rendendo impraticabili per alcune ore le strade secondarie. Non si segnalano, al momento della stesura, feriti tra la popolazione, ma la cronaca locale ha già iniziato a raccogliere le prime denunce di danni a veicoli in sosta e a strutture agricole.

La forza del ghiaccio e i rischi per auto e abitazioni

La preoccupazione maggiore, a emergere dalle voci dei diretti interessati, riguarda proprio i beni materiali. A Palazzolo e a Erbusco, ma anche in numerose frazioni della Bassa, i chicchi delle dimensioni di una pallina da tennis hanno colpito con una violenza tale da scheggiare i parabrezza e ammaccare cofani. In alcuni casi, le persiane in alluminio sono state forate di netto. I vigili del fuoco, intervenuti per sopralluoghi, hanno dovuto gestire decine di richieste – per lo più tetti scoperchiati e pluviali divelti – senza però dover registrare situazioni di pericolo per l’incolumità delle persone. Rimane, inevitabile, il conto dei danni che nelle prossime ore verrà ufficializzato dalle assicurazioni e dai tecnici comunali. Il forte vento, che non ha mai smesso di soffiare anche dopo il passaggio del ghiaccio, ha complicato ulteriormente i rilievi, abbattendosi su città e campi con folate persistenti.

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