Juve, il rebus dell'attacco: tra Vlahovic, Kolo Muani, Sorloth e Pellegrino
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Redazione Sport
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Il futuro di Dusan Vlahovic torna a essere un argomento caldo in casa Juventus, con il centravanti serbo che si ritrova ancora una volta al centro di una telenovela di mercato destinata a protrarsi ben oltre le scadenze convenzionali. Dopo mesi di voci contrastanti e posizioni apparentemente inconciliabili, il club bianconero ha riaperto un canale di dialogo con l'entourage del giocatore, anche se le condizioni per un eventuale rinnovo o una permanenza prolungata restano estremamente precise e vincolanti.
La dirigenza guidata da Giovanni Carnevali, che si trova a gestire una delle situazioni più delicate della sessione estiva, ha tracciato un confine netto: lo stipendio non dovrà superare i sei milioni di euro e le commissioni richieste dall'entourage dovranno essere ridimensionate in maniera significativa. Un approccio che dimostra come la Juventus voglia imparare dagli errori passati, quando investimenti faraonici e contratti generosi hanno finito per appesantire il bilancio senza portare i frutti sperati sul campo.
Eppure, mentre il destino di Vlahovic resta appeso a un filo sottilissimo, l'area manageriale bianconera non ha certo intenzione di rimanere con le mani in mano, tanto che il nome del serbo non rappresenta affatto l'unica opzione sul tavolo. Carnevali, come si conviene a un direttore sportivo navigato, sta battendo contemporaneamente diverse piste, alcune delle quali portano a profili molto diversi tra loro per caratteristiche tecniche e costi di trasferimento.
La più clamorosa, e al tempo stesso la più complicata da concretizzare, è quella che conduce a Randal Kolo Muani, l'attaccante francese del Paris Saint-Germain che in questa stagione ha faticato a trovare spazio tra le gerarchie di Luis Enrique. Il Psg, però, non sembra intenzionato a fare sconti sul cartellino del proprio calciatore e le richieste economiche avanzate dal club parigino restano al momento proibitive per le casse juventine, rendendo questa operazione una chimera che potrebbe svanire al primo soffio di vento contrario.
Le alternative e il casting delle punte
Non si ferma qui, però, il lavoro di Carnevali, che nelle scorse settimane ha gettato sul piatto anche il nome di Alexander Sorloth, l'attaccante norvegese già menzionato dallo stesso amministratore delegato in alcune interviste e che rappresenta un profilo gradito alla dirigenza per la sua stazza fisica e la sua capacità di fare reparto da solo.
Il calciatore, attualmente in forza al Villarreal dopo esperienze tra Bundesliga e Premier League, conosce bene il calcio italiano avendo vestito la maglia del Crotone e del Sassuolo, e la sua eventuale integrazione nello scacchiere tattico di Thiago Motta non sarebbe certo un azzardo. La trattativa, tuttavia, presenta ostacoli legati alla valutazione del cartellino e alla concorrenza di altri club europei, anche se la Juventus potrebbe giocare la carta della volontà del giocatore, che avrebbe manifestato un certo interesse a tornare in Serie A.
Completamente diverso, per collocazione e prospettive, è invece il nome di Mateo Pellegrino, il giovane attaccante del Parma che sta facendo parlare di sé per le sue prestazioni in questo avvio di campionato. L'argentino, classe 2004, rappresenta un investimento sul futuro più che una soluzione immediata per l'attacco bianconero, ma la sua crescita costante e le qualità tecniche messe in mostra hanno convinto gli osservatori juventini a tenere monitorata la situazione.
Il Parma, dal canto suo, non è certo disposto a privarsi del proprio gioiello se non davanti a un'offerta davvero irrinunciabile, e per questo la pista che porta a Pellegrino appare al momento più come un'opportunità da sondare che come una trattativa concreta e imminente. Quella che emerge, insomma, è una strategia a tutto tondo che prevede sia soluzioni di esperienza che scommesse più giovani, nel tentativo di dare a Motta quella punta di peso che al momento sembra mancare all'organico.
Un mercato in evoluzione
La situazione, come spesso accade in estate, è fluida e soggetta a continui capovolgimenti di fronte, con la Juventus che si trova a dover navigare tra le difficoltà economiche di un bilancio che non consente più gli sperperi di un tempo e le ambizioni sportive di un club che non può permettersi di iniziare la stagione con un reparto offensivo incompleto.
Le condizioni poste per il rinnovo o la permanenza di Vlahovic, per quanto stringenti, lasciano comunque uno spiraglio per un riavvicinamento che fino a poche settimane fa sembrava impossibile, anche se il margine di manovra ristretto rende ogni passo falso potenzialmente fatale per la riuscita dell'operazione.
La Juventus, in questo senso, sta cercando di dettare le proprie regole senza lasciarsi trascinare dalle richieste esagerate che avevano caratterizzato i primi approcci, e questo cambio di rotta potrebbe rappresentare un segnale importante per tutto il panorama del calciomercato italiano.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se il club bianconero riuscirà a chiudere una delle trattative attualmente in corso o se invece sarà costretto a virare su profili diversi, magari meno costosi ma altrettanto funzionali al gioco che Motta vuole imprimere alla sua squadra. Quello che appare chiaro, al di là dei nomi e delle cifre, è la volontà della dirigenza di non ripetere gli errori del passato, quando decisioni affrettate o eccessivamente onerose avevano finito per condizionare negativamente le stagioni successive.
Il rebus dell'attacco juventino, insomma, è ancora lontano da una soluzione definitiva, ma le mosse di Carnevali dimostrano che la macchina del mercato è in piena attività e che ogni scenario, dal più improbabile al più scontato, viene valutato con la dovuta attenzione. I tifosi, intanto, attendono sviluppi, sperando che il reparto avanzato possa presto prendere forma e garantire alla squadra quel salto di qualità che la scorsa stagione è parzialmente mancato.




