La banca nazionale svizzera riporta i tassi a zero mentre l’inflazione scende sotto lo zero
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Redazione Economia
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Mentre la Federal Reserve e la Bank of England mantengono i tassi invariati, ritenendo prematuro allentare la stretta monetaria nonostante il rallentamento dell’inflazione, la Swiss National Bank (SNB) ha compiuto un passo deciso, riducendo il tasso di riferimento di 25 punti base e riportandolo allo 0%. Una mossa che, sebbene ampiamente attesa dagli analisti, segna un netto cambiamento di rotta rispetto alle politiche adottate negli ultimi anni, quando i tassi negativi erano diventati uno strumento per stimolare l’economia.
La decisione della BNS – motivata principalmente dalla forza del franco svizzero e dal calo dei prezzi energetici – riflette una situazione economica atipica, con l’inflazione scesa in territorio negativo (-0,2% a maggio). «Il contesto globale resta incerto», ha osservato Stefano Zoffoli, responsabile strategia d’investimento di Swisscanto AM, «ma l’apprezzamento del franco ha reso inevitabile un intervento per evitare ulteriori pressioni deflazionistiche». Se da un lato la moneta elvetica, considerata un bene rifugio, ha attirato capitali in fuga dall’instabilità geopolitica, dall’altro il suo rafforzamento rischia di compromettere la competitività delle esportazioni.
Anche la Norges Bank ha seguito una linea simile, tagliando i tassi per sostenere un’economia norvegese in affanno, mentre Fed e BoE rimangono in attesa, preoccupate da un’inflazione ancora elevata nonostante i segnali di rallentamento. La differenza di approccio tra le banche centrali dimostra quanto le condizioni locali influenzino le scelte di politica monetaria: se per alcuni paesi la priorità è evitare una recessione, per altri – come gli Stati Uniti, dove Trump ha recentemente ribadito la necessità di politiche protezionistiche – il rischio di una ripresa dei prezzi frena ogni apertura.
Quello svizzero, tuttavia, è un caso particolare. Dopo anni di tassi negativi – misura estrema adottata per contrastare l’afflusso di capitali stranieri – il ritorno allo zero solleva interrogativi sulla possibilità di un nuovo ribasso qualora il franco dovesse continuare a salire. Intanto, il mercato immobiliare elvetico, già sotto pressione per i mutui più costosi, potrebbe beneficiare del minor costo del denaro, sebbene gli effetti sul sistema bancario – abituato a operare in un ambiente di tassi ultra-bassi – restino da valutare.




