La banca centrale svizzera riporta i tassi a zero mentre l’inflazione crolla
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Redazione Economia
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Non solo Federal Reserve e Bank of England hanno scelto di non intervenire sui tassi di interesse: anche la Banca Nazionale Svizzera (BNS) ha deciso di tagliare il costo del denaro, riportando il tasso di riferimento allo 0%, un livello che non si registrava dalla fine del 2022, quando i tassi erano addirittura negativi. La mossa, annunciata oggi, era largamente attesa dagli analisti, che da settimane prevedevano un allentamento della politica monetaria elvetica in risposta a un’inflazione ormai in territorio negativo e a una preoccupante forza del franco svizzero, fattori che rischiano di compromettere la competitività dell’export nazionale.
«La decisione riflette un contesto globale in cui le banche centrali stanno gradualmente abbandonando le politiche restrittive adottate dopo il picco inflazionistico del 2022», ha spiegato Stefano Zoffoli, responsabile strategia d’investimento di Swisscanto AM, sottolineando come l’apprezzamento della valuta svizzera rappresenti ancora un rischio per l’economia del Paese. Se da un lato la Federal Reserve e la Banca d’Inghilterra mantengono una posizione prudente, temendo una ripresa dei prezzi, dall’altro la Norges Bank, la banca centrale norvegese, ha seguito l’esempio della BNS, riducendo a sua volta i tassi per contrastare il rallentamento economico.
La discesa dell’inflazione svizzera, scesa sotto lo zero anche grazie al calo dei prezzi energetici, ha spinto la BNS a intervenire, in un momento in cui la crescita globale mostra segni di affanno. L’istituto elvetico, che aveva già iniziato a ridurre i tassi nei mesi scorsi, ha dunque deciso di accelerare il percorso di normalizzazione, cercando di evitare un’eccessiva rivalutazione del franco, che potrebbe danneggiare settori cruciali come quello farmaceutico e quello manifatturiero.




