Smantellata una banda che truffava gli anziani con il finto maresciallo
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Redazione Interno
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Un'operazione di polizia di vasta portata, scattata all'alba di venerdì, ha inferto un duro colpo a una pericolosa associazione criminale, radicata in Campania ma attiva su scala nazionale, specializzata in estorsioni e raggiri ai danni di cittadini anziani. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura di Padova e condotta sul campo dalla Squadra Mobile del capoluogo euganeo con il dispiegamento di un centinaio di agenti, ha portato all'esecuzione di undici provvedimenti cautelari e al sequestro di beni per un valore di oltre quattrocentomila euro, soldi che si ritiene costituiscano il profitto di attività illecite. Il quadro che emerge dagli atti, del resto, dipinge l'organizzazione come una macchina ben oliata e spietata, la quale, celandosi dietro la maschera della rassicurante autorità, metteva a segno i suoi colpi con metodica determinazione.
La tecnica del finto maresciallo e del finto avvocato
Le indagini, che hanno richiesto un lungo e meticoloso lavoro di raccolta delle prove, hanno ricostruito il modus operandi del gruppo, fondato su una delle truffe più odiose e purtroppo replicate: quella del "finto maresciallo" o del "finto avvocato". I malviventi, dopo aver studiato le vittime, contattavano telefonicamente gli anziani, spacciandosi per autorità giudiziarie o per legali, e con la scusa di un familiare arrestato o in gravi difficoltà con la giustizia, ne estorcevano denaro, presentandosi poi materialmente alle loro abitazioni per ritirare il maltolto. Una strategia che, sfruttando abilmente la preoccupazione e la vulnerabilità delle persone più avanti con l'età, si è rivelata di un'efficacia drammatica, come testimoniano i numeri registrati nella sola provincia di Padova, dove da inizio anno sono state censite ben 671 truffe di questo tipo, delle quali 258 nel capoluogo, per un giro d'affari illecito che supera i sei milioni di euro.
I legami con la camorra e il recupero del denaro
L'inchiesta, i cui sviluppi operativi hanno visto perquisizioni e arresti tra il Veneto e la Campania, ha inoltre accertato i solidi legami dell'associazione con un noto clan camorristico di Forcella, evidenziando come la regia criminale affondasse le proprie radici in un contesto di delinquenza organizzata. È proprio in quest'ambito che si inserisce la figura di uno dei soggetti colpiti dai provvedimenti, ritenuto un elemento di spicco del sodalizio e, al contempo, affiliato al suddetto gruppo malavitoso. Il blitz, oltre a privare la banda di una parte significativa delle sue risorse finanziarie con il recupero di quella refurtiva, ne ha di fatto smantellato la struttura operativa, interrompendo un flusso di illeciti che mieteva vittime in diverse regioni italiane, da Venezia a Verona, fino a Bolzano.
L'impegno delle forze dell'ordine per una memoria da proteggere
Il questore di Padova, nel commentare l'esito positivo dell'operazione, ha voluto sottolineare la particolare gravità dei reati contestati, definendoli "odiosi" e ponendo l'accento sul dovere istituzionale di tutelare le persone più anziane. "Le persone anziane rappresentano la nostra memoria e la nostra identità", ha dichiarato, "e sta a noi proteggerle". Una presa di posizione che va ben al di là della consueta retorica e che, anzi, delinea con chiarezza l'obiettivo primario dell'azione di contrasto: preservare un segmento di popolazione particolarmente esposto dalla ferocia di un crimine che, oltre al danno economico, infligge un profondo trauma psicologico, minando la serenità e la fiducia dei cittadini.




