Antartide, l’Enea cerca cinque tecnici e ricercatori per la base Concordia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – meglio nota come Enea – ha messo a segno un avviso di selezione che, per i profili specializzati, rappresenta una sfida professionale decisamente fuori dagli schemi abituali.

Si tratta della ricerca di cinque figure tra tecnici e ricercatori destinati a trascorrere un anno intero (dal novembre 2026 allo stesso mese del 2027) presso la base italo-francese Concordia, situata sull’altopiano antartico a oltre tremila metri di altitudine.

Un contesto, quello del plateau di Dome C, dove l’isolamento non è una variabile marginale ma la costante assoluta: per nove mesi, infatti, il team selezionato non avrà alcuna possibilità di rifornimenti o rientri, vivendo in una stazione che per caratteristiche viene spesso paragonata a un avamposto spaziale, tanto che l’Esa stessa conduce lì ricerche di biomedicina.

I profili ricercati: tre scienziati e due tecnici per la 23ª campagna invernale

L’avviso pubblico, che rientra nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra), andrà a comporre l’equipaggio della missione invernale numero 23, un gruppo che in totale coinvolgerà quattordici persone tra italiani e francesi. Nel dettaglio, l’Enea ha messo a bando tre posizioni per ricercatori scientifici: una richiede competenze specifiche in astrofisica, un’altra in chimica e glaciologia, la terza in fisica dell’atmosfera.

Accanto a questi profili, l’agenzia cerca due tecnici con una solida esperienza nel settore Ict (in particolare radiofrequenze) e in elettronica, figure che saranno cruciali per mantenere operative le comunicazioni e gli strumenti di misura in un ambiente dove le temperature toccano i -80 gradi e il buio polare dura diversi mesi.

Una particolarità burocratica, per chi volesse candidarsi, riguarda proprio i ruoli tecnici: l’accesso alla selezione per queste due posizioni è riservato esclusivamente ai dipendenti di enti pubblici o università, i quali dovranno produrre il nulla osta della propria struttura di appartenenza.

La selezione tra valutazione attitudinale e formazione specialistica

Superare il vaglio dell’Enea non è un percorso breve né scontato, visto che chi arriva in fondo dovrà dimostrare una tenuta psicologica pari (se non superiore) a quella tecnica. La procedura prevede una prima scrematura basata sui titoli di studio e sulle esperienze pregresse dei candidati, a cui segue un colloquio individuale che non si limita a verificare le competenze di laboratorio o di officina.

Durante quella fase, infatti, è previsto un approfondimento psico-attitudinale obbligatorio, studiato per capire se il singolo individuo è in grado di gestire la convivenza forzata in spazi ristretti, la monotonia della routine antartica e l’assenza di contatti fisici con l’esterno per quasi un anno. Solo chi supererà anche questa parte accederà al successivo step, che consiste in un percorso di formazione specifica abbinato a una serie di visite mediche specialistiche, indispensabili per certificare l’idoneità fisica a operare a quelle latitudini estreme.

Le candidature – va ricordato – devono essere inviate entro il 30 giugno 2026 esclusivamente attraverso il portale ufficiale italiantartide.it, dove è possibile consultare il bando integrale.

Per i cinque selezionati, che andranno a sostituire il team della precedente campagna invernale (attualmente in isolamento fino al novembre 2026), l’esperienza rappresenta un unicum nel panorama della ricerca mondiale: lavorare a Concordia significa contribuire a studi che spaziano dalla glaciologia all’astrofisica, passando per l’impatto dell’isolamento prolungato sul corpo umano, una mole di dati che nessun altro laboratorio sulla Terra può replicare.

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