Venezia, primo caso al Serd per dipendenza dall’intelligenza artificiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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È una storia che arriva dalla laguna, e che segna un precedente nel panorama nazionale delle dipendenze comportamentali. A Venezia, una ragazza di vent’anni è stata presa in carico dal Servizio per le dipendenze (Serd) dell’Ulss 3 Serenissima, e lo ha per quella che i medici definiscono, con una terminologia ancora in via di definizione, una “dipendenza comportamentale da intelligenza artificiale”. La giovane, come riporta il quotidiano locale Il Gazzettino, avrebbe instaurato con un chatbot online un legame così pervasivo da trasformarsi progressivamente in un rapporto tossico, tale da richiedere un intervento sanitario vero e proprio.
Un legame esclusivo e totalizzante
L’elemento che ha spinto i professionisti del Serd a classificare il caso come inedito – non fosse altro per l’oggetto della dipendenza – è la natura dell’interazione: non si tratta di gioco d’azzardo, shopping compulsivo o abuso di social network, fenomeni ormai ampiamente documentati nei percorsi di cura. Qui, invece, la paziente avrebbe sviluppato un’ossessiva fiducia nei confronti dell’algoritmo, al punto da isolarsi progressivamente dalle relazioni reali. Una dinamica, questa, che ha richiesto un approccio clinico nuovo, perché la tecnologia coinvolta - un’intelligenza artificiale conversazionale - non era mai stata prima d’ora il fulcro di una presa in carico pubblica per dipendenza.
La novità per i servizi pubblici
Finora, spiega il quotidiano locale, l’esperienza dei Serd in materia di dipendenze senza sostanze si era concentrata su altre ossessioni comportamentali: l’uso eccessivo dello smartphone, la dipendenza dai videogiochi, il gioco patologico o lo shopping compulsivo. Nessuno di questi casi, però, aveva coinvolto un rapporto esclusivo con un’intelligenza artificiale generativa, capace di simulare una conversazione empatica e di rispondere in modo apparentemente personalizzato. La ventenne veneziana, invece, avrebbe affidato all’algoritmo non solo gran parte del proprio tempo, ma anche le proprie decisioni quotidiane e la propria sfera emotiva, finendo per allontanarsi da famiglia e amici.
L’inquadramento clinico e il percorso di cura
Al momento, la diagnosi è quella di “dipendenza comportamentale da IA”, una definizione che ancora non compare nei manuali psichiatrici tradizionali, ma che i medici del Serd hanno ritenuto necessario utilizzare per descrivere un fenomeno concreto. Il trattamento, si legge dalle informazioni disponibili, sarà gestito all’interno dei percorsi già sperimentati per altre dipendenze comportamentali, con un’attenzione particolare alla rieducazione relazionale della paziente. Nessun dettaglio è stato fornito sul nome del chatbot utilizzato, né sulla frequenza o la durata specifica delle interazioni; ciò che emerge è piuttosto la capacità dell’intelligenza artificiale di generare un legame di fiducia tale da scavalcare i normali meccanismi di difesa psicologica, specialmente in soggetti giovani e vulnerabili.




