Mercato auto Ue, a febbraio una timida ripresa che non cancella il rosso del bimestre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati diffusi oggi dall’ACEA raccontano di un’Europa dell’auto che, dopo un avvio d’anno incerto, tenta timidamente di rialzare la testa. A febbraio, le immatricolazioni nei Paesi dell’Unione europea hanno toccato quota 865.437 unità, un risultato che, seppur di poco, supera dell’1,4% quello registrato nello stesso mese del 2025. Un segnale positivo, questo, che va tuttavia inquadrato in un contesto più ampio, dove la fotografia scattata sui primi due mesi dell’anno restituisce ancora un’immagine in chiaroscuro: nel cumulato gennaio-febbraio 2026, i volumi immatricolati si fermano a 1.664.680 unità, l’1,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A commentare questi numeri – che arrivano a pochi giorni di distanza dalle fibrillazioni legate alle nuove politiche commerciali statunitensi, con Donald Trump tornato alla Casa Bianca – è Roberto Vavassori, presidente di ANFIA, il quale parla appunto di “timidi segnali di ripresa” per un comparto che resta in terreno negativo nel bilancio complessivo dei primi due mesi.

Il quadro europeo si allarga, e la fotografia cambia parzialmente prospettiva

Se si allarga lo sguardo all’intero mercato europeo, includendo nel conteggio anche i Paesi dell’Efta e il Regno Unito, il dato di febbraio assume una fisionomia lievemente più incoraggiante. Qui le immatricolazioni mensili salgono a 979.321 unità, facendo segnare un +1,7% rispetto al febbraio del 2025, quando erano state 963.297. Questo incremento, per quanto contenuto, contribuisce a ridurre la flessione del primo bimestre, portandola all’1% sul 2025: le auto vendute da gennaio a febbraio di quest’anno sono state 1.940.321, mentre nello stesso lasso temporale dell’anno scorso il totale era di 1.959.313. Un miglioramento, quello del saldo biennale, che non basta però a colmare il divario con il periodo precedente la pandemia, un gap che si attesta ancora attorno al 18,3%.

Un’analisi sui numeri che evidenzia la lentezza del recupero

La sostanza dei dati, al di là delle singole variazioni percentuali, racconta di un mercato che fatica a trovare una traiettoria di crescita stabile. Il dato mensile positivo di febbraio – con quell’1,4% nell’Ue e l’1,7% nell’area allargata – va infatti letto come un parziale recupero dopo un avvio di gennaio particolarmente fiacco. Un recupero che, nel complesso, non è ancora riuscito a invertire la tendenza negativa del primo bimestre. Le immatricolazioni dell’Ue nei soli primi due mesi dell’anno, passando dalle 1.685.362 del 2025 alle attuali 1.664.680, mostrano una contrazione di oltre 20mila unità, un dato che sottolinea come la ripresa sia al momento più un’aspettativa che una realtà consolidata.

Le voci dall’industria e il confronto con la fase pre-pandemica

A fotografare questa situazione di stallo – o di ripartenza lenta, a seconda del punto di vista – è il commento del presidente di ANFIA, che accoglie con cautela il segno più di febbraio senza però nascondere le difficoltà del quadro complessivo. Le sue parole, rilasciate in occasione della pubblicazione dei dati ACEA, mettono in luce un’industria automobilistica europea che, pur cogliendo qualche segnale di miglioramento, deve ancora fare i conti con un andamento altalenante delle immatricolazioni. Il confronto con il periodo pre-Covid – un termine di paragone ormai imprescindibile per valutare la salute reale del settore – aggrava ulteriormente la lettura: il mercato, pur avendo recuperato terreno rispetto ai mesi più bui della pandemia, resta distante dai volumi di allora, una distanza che l’attuale leggera crescita mensile non sembra in grado di colmare in tempi brevi.

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