Mossad e la guerra segreta contro la Corte penale internazionale
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Redazione Esteri
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Qualche giorno fa, Gideon Levy aveva proposto una via d'uscita per la "salvezza" di Israele: accogliere la sentenza della Corte internazionale di giustizia e agire di conseguenza. Tuttavia, Levy aveva anche previsto che non sarebbe andata così. Dopo la strage di civili al campo profughi di Tel al-Sutan, Israele sembra non costeggiare più i bordi dell'abisso.
Pressioni del Mossad sulla CPI
Eliana Riva, nelle pagine esteri del 29 maggio 2024, ha rivelato otto anni di minacce da parte dei servizi segreti israeliani alla Corte penale internazionale. La ex procuratrice Fatou Bensouda è stata oggetto di stalking per otto anni perché rinunciasse alle inchieste su Tel Aviv e le sue violenze nei Territori palestinesi occupati. Ricatti, appostamenti, intimidazioni alla giurista e alla sua famiglia: l'indagine del quotidiano inglese Guardian, in collaborazione con +972 Magazine e Local Call, ha rivelato la guerra segreta del Mossad contro la CPI.
La guerra segreta di Israele contro la CPI
Alti funzionari del governo israeliano e gli agenti segreti avrebbero condotto un'operazione di sorveglianza durata nove anni contro la Corte penale internazionale per cercare di contrastare l'indagine su crimini di guerra a Gaza. Queste informazioni emergono da un'inchiesta giornalistica basata su interviste con decine di attuali ed ex ufficiali dell'intelligence israeliana, funzionari governativi, figure di alto livello della CPI e diplomatici.
La situazione in Israele è complessa e delicata. Le azioni del Mossad e del governo israeliano contro la Corte penale internazionale sollevano serie preoccupazioni sulla trasparenza e l'equità del processo giudiziario. La comunità internazionale deve rimanere vigile e impegnata per garantire che la giustizia sia servita.




