L'ombra di Israele sulla Corte Penale Internazionale
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Redazione Esteri
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Israele si trova ad affrontare una situazione critica. Gideon Levy, qualche giorno fa, aveva proposto una possibile soluzione per la "salvezza" di Israele: accettare la sentenza della Corte internazionale di giustizia e agire di conseguenza. Tuttavia, Levy aveva previsto che le cose non sarebbero andate in questo modo.
La strage di Tel al-Sutan
Dopo l'orribile strage di civili al campo profughi di Tel al-Sutan, Israele sembra aver superato il limite. Non si tratta più di costeggiare i bordi dell'abisso, ma di precipitare in esso.
La guerra segreta di Israele
Israele ha condotto una guerra segreta contro la Corte Penale Internazionale (CPI). Alti funzionari del governo e della sicurezza israeliani hanno supervisionato un'operazione di sorveglianza durata nove anni, mirata alla CPI e ai gruppi per i diritti dei palestinesi, nel tentativo di ostacolare un'indagine sui crimini di guerra.
L'Europa e l'ICC
Durante una visita a Oxford, Josep Borrell, l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri, ha fatto un commento rivelatore: "La diplomazia è l'arte del doppiopesismo." Questa affermazione non ha mai risuonato con tanta forza come ora, con la decisione di Karim Khan, il procuratore del Tribunale penale internazionale dell'Aia (ICC), di emettere un mandato di arresto nei confronti di Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano, e di Yoav Gallant, il suo ministro alla difesa, assieme a tre leader di Hamas.
Questo è un momento cruciale per Israele, la CPI e l'intera comunità internazionale. Le azioni future determineranno non solo il destino di Israele, ma anche il ruolo e l'efficacia della CPI nel mantenere la giustizia internazionale.




