Unicredit, il cda convoca l’assemblea sugli azionisti per l’ops su Commerzbank

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di UniCredit, riunitosi sotto la guida dell’amministratore delegato Andrea Orcel, ha formalizzato la convocazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti fissandola per il prossimo 4 maggio 2026. Questa riunione, convocata in unica chiamata, rappresenta un passaggio tecnico inevitabile per proseguire l’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria annunciata lo scorso 16 marzo; si tratta, in sostanza, del banco di prova sul quale i soci dovranno esprimersi riguardo alla manovra che permetterà alla banca di Piazza Gae Aulenti di consolidare la propria posizione nel cuore del sistema creditizio tedesco, scavalcando di fatto le resistenze opposte finora dal governo di Berlino.

Un aumento da 6,7 miliardi per sostenere l’assalto

Nel dettaglio, l’ordine del giorno proposto agli azionisti prevede l’attribuzione al consiglio di amministrazione della facoltà di aumentare il capitale sociale – con esclusione del diritto di opzione, come spesso accade in queste operazioni straordinarie – mediante l’emissione di un massimo di 470 milioni di nuove azioni ordinarie. Questa operazione, che gli analisti valutano possa raccogliere fino a 6,7 miliardi di euro, è funzionale al conferimento in natura necessario per l’offerta sulla seconda banca tedesca; una delega che dovrà essere esercitata entro il 31 dicembre 2027, dando a Orcel un arco temporale ampio per gestire le tranche di aumento senza la pressione di scadenze immediate.

La strategia di Orcel e il nodo della vigilanza tedesca

La mossa di Orcel, che parte da una posizione già consolidata (la banca detiene attualmente una partecipazione diretta di circa il 26% della società di Francoforte, cui si aggiunge un ulteriore 4% attraverso strumenti derivati), mira a superare la soglia psicologica e normativa del 30% prevista dal German Takeover Act. L’amministratore delegato ha più volte ribadito, in occasione della presentazione dell’operazione, che l’obiettivo non è acquisire il controllo totalitario di Commerzbank quanto piuttosto evitare di dover aggiustare costantemente la propria quota a causa dei programmi di buyback dell’istituto tedesco; un meccanismo, quest’ultimo, che rischierebbe altrimenti di far sforare involontariamente i limiti di legge, costringendo UniCredit a continue dismissioni sul mercato.

Tempistiche e prossimi appuntamenti

L’offerta, il cui rapporto di cambio definitivo sarà determinato dalla BaFin sulla base del prezzo medio ponderato degli ultimi tre mesi (le stime preliminari parlano di un rapporto di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, corrispondente a un premio del 4% rispetto alle chiusure di metà marzo), dovrebbe partire formalmente all’inizio di maggio. I tempi tecnici dell’operazione sono piuttosto lunghi: dopo il via libera dell’assemblea del 4 maggio, il periodo di adesione per gli azionisti di Commerzbank si estenderà per circa quattro settimane, con la liquidazione finale dell’operazione che non è prevista prima della prima metà del 2027. La partita, insomma, si giocherà sul lungo periodo, con il management di Commerzbank che continua a difendere la propria indipendenza in vista della propria assemblea ordinaria fissata per il 20 maggio.

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