Canzonissima 2026, la “rivincita di Sanremo” premia Arisa e la sua “Notte”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quarta puntata di Canzonissima 2026, in onda sabato 11 aprile su Rai 1, si è chiusa con un verdetto che sembra restituire dignità a una delle pagine più controverse della musica italiana: quella dei brani nati per vincere, ma finiti nell’oblio delle classifiche del Festival. Il remake dello storico varietà condotto da Milly Carlucci – che ormai da settimane richiama un pubblico fedele dopo “Affari Tuoi” – ha dedicato l’intera serata al tema “La rivincita di Sanremo”, chiedendo ai cantanti in gara di interpretare pezzi che, pur non avendo mai conquistato il podio della kermesse ligure, sono riusciti a imporsi nell’immaginario collettivo. E a spuntarla, tra i dodici brani portati sul palco, è stata proprio Arisa con “La notte”, un pezzo che l’artista ha scelto di interpretare nella sua versione originale, senza omaggiare altri. Una vittoria, quella dell’artista lucana, che porta con sé il sapore amaro di un’occasione mancata dal Festival, ma che ora trova la sua consacrazione in un varietà della domenica sera trasformato in arena giudicante.
Il meccanismo del voto e l’ingresso di Alex Del Piero nella giuria
La classifica finale della quarta puntata non è frutto di un semplice televoto, bensì di un sistema misto che combina tre diversi pesi: la cosiddetta giuria degli Otto – arricchita per l’occasione dalla presenza dell’ex calciatore Alex Del Piero, affiancato ad altri volti noti dello spettacolo –, il parere degli stessi artisti in gara e, infine, il responso del pubblico da casa attraverso i canali social. Un meccanismo complesso, questo, che la conduttrice Milly Carlucci ha più volte spiegato nel corso della serata per evitare fraintendimenti. E proprio l’ex attaccante, spesso chiamato a giudicare su parametri inediti per chi viene dal rettangolo verde, ha contribuito a orientare il voto finale verso un brano che, a suo dire, rappresenta “l’anima più autentica di una canzone che il tempo ha saputo ripulire dai giudizi affrettati”.
Le esibizioni: da Irene Grandi a Enrico Ruggeri, un omaggio ai “perdenti” celebri
Prima di arrivare al verdetto, la serata ha offerto una carrellata di reinterpretazioni tutte incentrate sul tema della rivincita. Arisa ha cantato sé stessa, portando un pezzo che al Festival non vinse mai, ma che – come ha ricordato la stessa cantante in una breve pausa tra un applauso e l’altro – “nessuno ha più dimenticato”. A fare da contraltare, l’esibizione di Irene Grandi, che ha scelto di omaggiare Achille Lauro con “Incoscienti giovani”, brano simbolo di una certa trasgressione sanremese mai premiata dalla giuria tradizionalista. E poi ancora Elio e le Storie Tese e Fabrizio Moro, entrambi chiamati a confrontarsi con i propri fantasmi musicali, cioè con quei pezzi che il pubblico ha trasformato in piccoli cult proprio perché bocciati al Festival. Enrico Ruggeri, infine, ha celebrato il mito di Adriano Celentano, attingendo a un repertorio che sfida persino le categorie del “perdente illustre”.
L’assenza di colpi di scena e il verdetto finale: vince la “Notte”
A differenza delle puntate precedenti, caratterizzate da qualche polemica estemporanea tra giurati e concorrenti, la quarta serata di Canzonissima 2026 è scivolata via senza particolari scossoni. Nessun siparietto acceso, nessuna recriminazione pubblica. Il verdetto finale, annunciato in chiusura di puntata da Milly Carlucci, ha incoronato “La notte” di Arisa come brano migliore della serata, lasciando le altre interpretazioni – compresa quella di Ruggeri su Celentano – a inseguire in classifica. Una scelta, quella del pubblico combinato con la giuria, che premia la linearità di una canzone contro il fragore di certe messe in scena. La prossima e penultima tappa, prima della finale del 25 aprile, andrà in onda sabato prossimo sempre su Rai 1, sempre con lo stesso meccanismo. Ma stavolta, a differenza di quanto accaduto in questa edizione, il tema non è stato ancora svelato.




