Rivendicazione del PKK per l'attentato alla Turkish Aerospace Industries ad Ankara
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Redazione Esteri
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Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) ha rivendicato l'attentato di mercoledì scorso contro la sede della Turkish Aerospace Industries (TAI) ad Ankara, che ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di altre ventidue. L'attacco, eseguito da una squadra del cosiddetto "Battaglione degli Immortali", è stato pianificato da tempo, come dichiarato dal PKK su Telegram, dove sono stati citati anche i nomi dei due attentatori.
L'attentato ha sollevato interrogativi e sospetti, soprattutto per la scelta del luogo: Kahraman-Kazan, una cittadina a sud di Ankara, che condivide il nome con la città russa di Kazan. Proprio in quella stessa giornata, nella città russa si stava tenendo il vertice dei BRICS, al quale partecipava anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, impegnato da mesi nel tentativo di far entrare la Turchia nel blocco economico alternativo a quello occidentale, guidato da Cina e Russia.
Il PKK ha giustificato l'attacco affermando che le armi prodotte dalla TAI hanno causato la morte di migliaia di civili in Kurdistan. In risposta all'attentato, la Turchia ha lanciato una serie di raid aerei contro obiettivi legati al PKK in Iraq, colpendo in particolare un movimento yazidi affiliato al PKK nella regione montuosa di Sinjar, nel nord del paese. Secondo fonti locali, cinque persone sono rimaste uccise nei raid.
Il presidente Erdogan ha definito i terroristi del PKK come "burattini" utilizzati dagli Stati Uniti per i loro interessi, alimentando ulteriormente le tensioni tra Ankara e Washington




