Si riapre il caso McCann: nuovi accertamenti su Brueckner e ispezioni nei pressi di Lagos
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Redazione Esteri
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A distanza di diciassette anni dalla scomparsa di Madeleine McCann, le indagini riprendono con un’inedita intensità. La polizia tedesca, in collaborazione con quella portoghese, ha avviato una serie di perquisizioni nell’area rurale di Atalaia, vicino a Lagos, dove sono stati ispezionati due pozzi a meno di dieci chilometri da Praia da Luz, località in cui la bambina — all’epoca poco più che una neonata — fu dichiarata missing nel maggio del 2007. Gli investigatori, stando a fonti vicine alle operazioni, concentrano l’attenzione su dettagli emersi recentemente, sebbene non sia ancora chiaro se si tratti di reperti fisici o di nuove testimonianze.
Al centro delle indagini rimane Christian Brueckner, il cittadino tedesco già condannato a sette anni per lo stupro di una turista statunitense nel 2005, crimine commesso nella stessa regione dove la piccola Maddie trascorreva le vacanze con i genitori. Brueckner, che all’epoca dei fatti viveva tra l’Algarve e la Germania, è formalmente sospettato di omicidio nel caso McCann, sebbene nessuna accusa sia stata mai formalizzata. La sua figura è tornata d’attualità dopo che alcuni elementi — non divulgati pubblicamente — avrebbero indotto le autorità tedesche a riesaminare il dossier, incluso un possibile legame con veicoli e proprietà da lui utilizzate negli anni duemila.
L’operazione di questi giorni, che ha visto il dispiegamento di una trentina di agenti e l’impiego di unità cinofile, rientra in una revisione complessiva delle prove. Non è la prima volta che il caso registra sviluppi apparentemente decisivi, per poi arenarsi di fronte alla mancanza di riscontri oggettivi. Tuttavia, l’attività investigativa sembra ora orientata verso scenari concreti, come suggeriscono le dichiarazioni di un portavoce della procura tedesca, secondo cui «le ricerche sono motivate da ragioni specifiche».




