Crans-Montana, il Comune sapeva del rischio incendio al Constellation

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Comune di Crans-Montana era stato informato del rischio incendio legato alla schiuma fonoassorbente utilizzata al Constellation prima della tragedia di Capodanno 2026, nella quale morirono 41 persone. La nuova rivelazione emerge da una mail interna citata dal quotidiano svizzero Tages-Anzeiger e ora al centro dell’attenzione nell’indagine sul rogo. Il messaggio era stato scritto da Rose-Marie Clavien, ex consigliera comunale con delega all’edilizia, incarico ricoperto tra il 2017 e il 2024. L’elemento riportato dal giornale riguarda proprio il pericolo rappresentato dal materiale presente nel locale e apre nuovi interrogativi su ciò che l’amministrazione conosceva prima dell’incendio.

La mail sul rischio incendio al Constellation

Secondo quanto emerso, la comunicazione aveva segnalato alla Giunta locale che la schiuma fonoassorbente utilizzata al Constellation presentava un elevato rischio di incendio. L’avviso risalirebbe al 2019 e sarebbe quindi precedente di diversi anni al rogo avvenuto nella notte di Capodanno 2026. La mail è attribuita a Rose-Marie Clavien, che all’epoca ricopriva un ruolo nell’amministrazione comunale con la delega all’edilizia. Il documento è stato sottoposto all’ex dirigente del Comune durante gli interrogatori di fine agosto ed è diventato uno degli elementi emersi dagli atti dell’inchiesta sulla tragedia.

L’incendio al Constellation ha provocato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115, soprattutto giovani. Proprio alla luce di queste conseguenze, la presenza di una comunicazione precedente sulla pericolosità della schiuma fonoassorbente assume un peso centrale nell’accertamento di quanto fosse noto prima del rogo. Le informazioni riportate indicano che l’amministrazione comunale di Crans-Montana era stata messa al corrente del possibile rischio legato al materiale. L’inchiesta deve ora fare luce anche su questo passaggio, mentre tra le persone indagate figura la stessa ex consigliera Clavien e il numero complessivo degli indagati indicato è di 17.

Il padre di Chiara chiede di fare piena luce

Tra le reazioni alla nuova rivelazione c’è quella di Andrea Costanzo, padre di Chiara, la sedicenne morta nell’incendio di Capodanno al Constellation di Crans-Montana. Costanzo, parlando all’ANSA, ha spiegato che leggere una notizia di questo tipo lo ha lasciato senza parole e ha chiesto che l’inchiesta chiarisca fino in fondo l’ultimo elemento emerso dagli atti. Il punto indicato dal padre della ragazza riguarda la possibilità che il Comune fosse stato effettivamente informato del rischio che la schiuma fonoassorbente potesse incendiarsi e, di conseguenza, la necessità di comprendere perché quel pericolo non sia stato affrontato e scongiurato.

La richiesta di verità si concentra quindi sulla sequenza degli eventi precedente alla tragedia e sul contenuto della mail interna. Costanzo ha sottolineato che Chiara e le altre vittime non possono essere riportate indietro, mentre l’indagine prosegue per ricostruire quanto accaduto e verificare le responsabilità. Il documento attribuito a Rose-Marie Clavien aggiunge un elemento alla ricostruzione perché riguarda direttamente la conoscenza del rischio incendio al Constellation da parte dell’amministrazione locale. Il messaggio, precedente al rogo e richiamato durante gli interrogatori di fine agosto, resta così uno dei punti sui quali gli accertamenti dovranno fare piena luce.

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