Corsini: «Sul reintegro di Ranucci aspettiamo il giudice, poi ci adegueremo»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini, è tornato sulla vicenda che riguarda Sigfrido Ranucci e la conduzione di Report. Lo ha fatto a margine della presentazione milanese del programma «2 di picche» di Tommaso Cerno, rispondendo a chi gli chiedeva della pronuncia del Tribunale del lavoro di Roma sul ricorso presentato dai legali del giornalista. «Quando arriverà la pronuncia del giudice ci adegueremo, perché le decisioni vanno rispettate. Solo dopo commenteremo», ha dichiarato Corsini, confermando l'attesa per una sentenza considerata ormai imminente.

La posizione della Rai e il ricorso di Ranucci

Il direttore dell'Approfondimento ha poi aggiunto di ritenere che l'azienda abbia operato correttamente: «Io quello che dovevo fare l'ho fatto. Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente». Nelle settimane precedenti, Corsini si era spinto oltre, dichiarando a proposito di un eventuale reintegro: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia», citando anche un versetto evangelico.

Il ricorso, depositato il 15 settembre al Tribunale del Lavoro di Roma ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, chiede la revoca del provvedimento di rimozione e il reintegro immediato del giornalista, in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione in programma l'8 novembre. La decisione è attesa dal giudice Donatella Casari, che al termine dell'udienza si è riservata, concedendo alle parti un termine per il deposito delle note.

La sospensione e le contestazioni disciplinari

La vicenda giudiziaria si intreccia con un provvedimento disciplinare. Ranucci è stato sospeso per dieci giorni dalla Rai, con allontanamento dalla redazione e sospensione dello stipendio. Alla base della decisione di viale Mazzini ci sarebbero quattro contestazioni: una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni, già sindacalista Cisl, nella sede aziendale; i contenuti di una conversazione con il parlamentare M5s Dario Carotenuto; le mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola; e la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi.

La sospensione è arrivata alla vigilia della sentenza sulla richiesta di reintegro. Nel frattempo, la redazione di Report prosegue il proprio lavoro in vista del debutto fissato per l'8 novembre, quando il programma andrà in onda con la conduzione affidata a Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale.

Il precedente giudiziario sull'audio Sangiuliano

La vicenda legale tra Ranucci e la Rai si inserisce in un quadro giudiziario più ampio. Il Tribunale di Roma ha recentemente annullato una sanzione amministrativa da 150mila euro inflitta dal Garante della Privacy alla Rai per la trasmissione di un audio riguardante l'ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie. I giudici hanno stabilito che la diffusione rispondeva a un legittimo esercizio di cronaca e a un interesse pubblico, rilevando inoltre che le indagini dell'Autorità erano avvenute oltre i termini previsti.

Su un versante analogo si è mossa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 759/2025, che ha annullato una sanzione del Garante Privacy nei confronti di Report per decorrenza dei termini, fissando il principio secondo cui il potere punitivo dell'Autorità non può essere esercitato senza limiti temporali certi.

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