Scozia, il risveglio dopo 28 anni: Haiti battuta 1-0, decide un gol di McGinn
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Redazione Sport
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Il sonno lungo ventotto anni si è interrotto proprio dove tutto era cominciato, o quasi, perché l'ultima volta che la Scozia aveva calpestato un campo mondiale, correva l'anno di Francia 1998. Da allora, generazioni di tifosi hanno atteso, sperato e spesso sofferto; ma al Gillette Stadium di Foxborough, nel Massachusetts, la nazionale di Steve Clarke ha finalmente regalato una gioia che mancava dai tempi di Italia '90, ovvero una vittoria.
Non è stato uno dei big match del girone C, quello contro Haiti, eppure il valore del risultato (1-0) va al di là dell'avversario di turno, perché in un mondiale ogni singolo punto pesa come un macigno. La rete decisiva porta la firma di John McGinn, il centrocampista dell'Aston Villa, che al 28' ha spezzato l'equilibrio sfruttando al meglio una respinta del portiere avversario su un tentativo di Che Adams. Un'azione sporca, certo, con tanto di deviazione che ha beffato Placide, ma che per la Tartan Army vale quanto un capolavoro.
Un primo tempo di supremazia e il palo che fa tremare
La prima frazione di gioco ha raccontato una Scozia volenterosa, forse non irresistibile ma certamente più cinica sotto porta. La supremazia territoriale si è tradotta in un paio di occasioni limpide, la più clamorosa delle quali porta il nome di Scott McTominay. Il centrocampista, che veste la maglia del Napoli, ha fatto tremare il legno al 17' con un tiro dalla distanza che avrebbe potuto cambiare la storia della partita molto prima. L'occasione sprecata non ha però destabilizzato i piani di Clarke, anzi, l'undici scozzese ha continuato a macinare gioco fino al momento del vantaggio.
In quel contesto, Haiti non è rimasta a guardare; i caraibici, alla loro prima uscita mondiale dopo un digiuno lungo addirittura dal 1974, hanno dimostrato una personalità sorprendente, sfiorando il pari al 34' con una doppia opportunità che ha messo a dura prova la retroguardia britannica. Eppure, è mancata loro quella cattiveria sotto porta che contraddistingue le squadre abituate a questi palcoscenici.
Secondo tempo di sofferenza e il primo posto che vale ottimismo
Nella ripresa, complice forse il caldo del Massachusetts o la maturità tattica, la Scozia ha abbassato il baricentro, lasciando volontariamente il pallino del gioco ad Haiti. Una scelta rischiosa, perché gli uomini di Migné, spinti dalla voglia di fare la storia, hanno alzato il ritmo producendo un paio di sussulti degni di nota. La più pericolosa è stata ancora una volta una testata di Pierrot, finita di poco a lato, che ha tenuto i cuori dei tifosi scozzesi in bilico fino al triplice fischio.
I cambi effettuati da Clarke (tra cui l'ingresso di Dykes e Christie) non hanno dato quella freschezza sperata in fase offensiva, ma il fortino eretto da Gunn ha resistito. L'importante, per la banda di McTominay, era portare a casa il bottino pieno. E grazie al pareggio maturato nell'altra partita del girone tra Brasile e Marocco (finita 1-1), quei tre punti valgono un primo posto solitario che rappresenta una piattaforma di lancio ideale.
L'analisi tattica di un successo che vale la leadership
La partita di Boston non passerà certo agli annali per la qualità del gioco espresso; la Scozia ha fatto la differenza in quelle situazioni di massima densità che spesso decidono le sorti dei match equilibrati. Oltre alla rete di McGinn, va sottolineata la solidità del reparto arretrato, capace di annullare le folate delle pedine offensive haitiane nonostante la pressione subita nei minuti finali. Il palo di McTominay resta un'occasione sprecata, ma anche un segnale della pericolosità scozzese sulle palle inattive e dai venticinque metri.
Per Haiti, invece, il rammarico è immenso: i ragazzi di Migné hanno giocato a viso aperto, senza timori reverenziali, meritando forse qualcosa in più del semplice applauso per la prestazione. La differenza, alla fine, l'ha fatta un dettaglio, un rimpallo favorevole a McGinn che ha beffato il portiere. Ora il girone C si fa interessante: la Scozia affronterà il Marocco forte di questo vantaggio psicologico, mentre Haiti dovrà vedersela con un Brasile già sotto pressione. Ma questa, come si dice, è un'altra storia.




