Scozia, l’attesa finisce in un gol: Haiti battuta 1-0 nel segno di McGinn
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il tabellino, alla fine, racconta di un punteggio minimo e di una sostanziale parità di tiri, ma chi ha assistito alla partita - e i trentamila scozzesi sugli spalti del Gillette Stadium di Foxborough ne sono la prova vivente - sa bene che il ritorno della propria nazionale in una fase finale dei Mondiali dopo ventotto anni non poteva chiudersi con un risultato più giusto.
A decidere il match valido per la prima giornata del girone C, un gol firmato da John McGinn al ventottesimo minuto del primo tempo, una rete sporca, deviata, quasi goffa nella sua esecuzione, ma che per la Tartan Army vale quanto un capolavoro. La Scozia, infatti, supera Haiti per 1-0 e si ritrova al comando del proprio raggruppamento, approfittando del pareggio (1-1) tra Brasile e Marocco nell'altra partita del girone.
La prima frazione, tra il palo di McTominay e la doccia gelata per Haiti
La partita, va detto, non è stata una passeggiata per i britannici, anzi. La selezione caraibica, tornata a calcare il palcoscenico mondiale a cinquantadue anni di distanza dall’unica precedente apparizione (quella del 1974), ha dimostrato fin dalle prime battute di non essere venuta in Massachusetts solo per fare da comparsa.
A rendere l’idea del copione della prima mezz'ora è un episodio preciso: al diciassettesimo minuto, Scott McTominay - al centro della mediana scozzese - ha fatto tremare il legno con una conclusione potente dalla distanza, un tiro che ha scavalcato il portiere Johny Placide ma non la traversa. Eppure, nonostante questo sussulto offensivo, gli uomini di mister Clarke non riuscivano a trovare il varco giusto per mettere la freccia.
Fino al ventottesimo, quando una combinazione sull’out di destra - merito del vivace Ben Gannon-Doak - ha portato Che Adams a calciare a colpo sicuro dal centro dell'area. Placide, bravo a opporsi, ha respinto, ma la sfera è finita dritta sui piedi di McGinn, il quale non ha dovuto fare altro che spingere in rete il pallone, aiutato da una deviazione decisiva del difensore Jean-Ricner Bellegarde. Un gol che sapeva di liberazione, per una nazionale che non vinceva una partita in questo torneo addirittura dall'edizione del 1990.
La reazione di Haiti e la resistenza della retroguardia scozzese
Se la Scozia ha avuto il merito di passare, però, il vero merito di Haiti è stato quello di non uscire mai dalla partita. La risposta dei caraibici è arrivata puntuale solo sei minuti dopo il vantaggio britannico: al trentaquattresimo, una doppia occasione consecutiva ha messo a dura prova la concentrazione di Angus Gunn, il portiere scozzese, bravo prima a dire di no a Ruben Providence e subito dopo a respingere la conclusione di Frantzdy Pierrot.
Un’azione che ha fatto trattenere il fiato all’intero stadio, dimostrando che la velocità e la freschezza atletica degli attaccanti haitiani rappresentano un’arma letale, se sfruttata negli spazi giusti. Nella ripresa, il copione non è cambiato di molto, anzi. La squadra allenata da Migne ha alzato il proprio baricentro, costringendo la Scozia a difendersi con ordine e a rinunciare quasi completamente alla manovra offensiva.
McGinn, sugli sviluppi di un’azione nel vivo dell’area di rigore avversaria, ha avuto la palla del raddoppio al settantatreesimo, ma la sua conclusione a giro si è persa sul fondo, accarezzando il palo più lontano.
Il forcing finale e il primo posto nel girone C dei Mondiali 2026
L’ultimo quarto d’ora è stato un assedio vero e proprio. Haiti, consapevole che il pareggio sarebbe stato storico, ha riversato corpi e palloni nell’area di Gunn. Le occasioni migliori, ancora una volta, portano la firma di Pierrot: un colpo di testa potente all'ottantacinquesimo minuto, ben indirizzato ma destinato a finire di poco a lato del palo, e un'altra incursione nei minuti di recupero che ha tenuto col fiato sospeso il popolo scozzese.
La difesa britannica, guidata dalla coppia centrale formata da Hanley e Hendry, ha retto all'urto, dimostrando una solidità che forse, alla vigilia, non tutti si aspettavano. Questo successo, per quanto sofferto, lancia la Scozia verso le prossime sfide contro Marocco e Brasile con una consapevolezza diversa: i tre punti in tasca - frutto del gol pesantissimo di McGinn, il calciatore che ormai da anni rappresenta l’anima di questo gruppo - permettono ai britannici di guardare con serenità al prosieguo del torneo. Per Haiti, invece, arrivano solo applausi.
La sconfitta non cancella l’ottima impressione lasciata sul campo; anzi, i ragazzi di Migne hanno dimostrato di poter giocare alla pari con avversari sulla carta più attrezzati, e chissà che questa prestazione non possa rappresentare un punto di partenza per sorprendere le grandi del girone nelle prossime giornate.




