Frana a Borca di Cadore, residenti salvano una famiglia tra fango e detriti: «Li abbiamo portati in casa»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella notte tra domenica e lunedì, mentre un nubifragio scaricava cinquanta millimetri d’acqua in mezz’ora – «quantità mai registrata prima» –, una colata di fango e detriti si è abbattuta su Cancia, frazione di Borca di Cadore, travolgendo strade e minacciando le abitazioni. Tra i coinvolti, una famiglia di turisti diretta a Venezia: padre, madre e due bambine, bloccati in auto tra sassi e acqua melmosa. «Siamo riusciti a farli uscire e a portarli al sicuro in casa», racconta Francesca Troncon, parrucchiera di San Vito che, come altri residenti, ha affrontato l’emergenza senza esitazione.

L’onda di detriti, stimata a otto metri d’altezza dalla geologa Stefania Bassani, ha scavalcato le opere di difesa, riversandosi sulla statale 51 Alemagna, già chiusa sabato per un precedente crollo di 4mila metri cubi di roccia da cima Marcora. L’Anas spera di ripristinare il transito a senso unico alternato, ma i lavori di sgombero procedono tra difficoltà. Intanto, l’episodio riaccende i timori per la stabilità del territorio, segnato da eventi simili, come la frana del 2009 che costò la vita a due persone.

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