Frana a Borca di Cadore, residenti salvano una famiglia travolta dal fango: «Sirene in ritardo, il disastro era già iniziato»
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Redazione Interno
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Nella notte tra domenica e lunedì, mentre la pioggia scendeva con un’intensità senza precedenti – cinquanta millimetri in mezz’ora, secondo i rilevamenti –, Cancia di Borca di Cadore è stata travolta da un fiume di fango e detriti. Una colata rapida, come l’hanno definita i geologi, che ha riportato alla memoria il dramma del 2009, quando due persone persero la vita. Questa volta, però, c’è chi ha agito tempestivamente: i residenti locali hanno tratto in salvo una famiglia di turisti, rimasta bloccata in auto tra massi e fango mentre si dirigeva verso Venezia.
«Erano un padre, una madre e due bambine, completamente circondati dalla frana», racconta Francesca Troncon, parrucchiera di San Vito di Cadore, che tra clienti vip e giornalisti come Francesca Fagnani – conduttrice di Belve e compagna di Enrico Mentana – di solito affronta ben altre emergenze. Quella notte, invece, si è trovata a lottare contro una minaccia ben più concreta, aiutando i quattro a rifugiarsi nella sua casa prima che la situazione peggiorasse.
La strada statale 51 Alemagna, ancora ostruita, potrebbe riaprire oggi a senso unico alternato, ma l’Anas non ha ancora dato il via libera definitivo. Intanto, però, cresce la polemica sul sistema di allerta. Il protocollo prevede che, superata una certa soglia pluviometrica, venga inviato un sms di pre-allarme al sindaco, il quale deve poi attivare manualmente le sirene. Peccato che, stando ai racconti degli abitanti, il segnale sia arrivato quando ormai il fango aveva già invaso le case.




