Frana sull’Alemagna, la strada riapre in cinque giorni ma solo per i soccorsi: «Chiusura a lungo termine»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   San Vito di Cadore (Belluno) – La statale 51 "di Alemagna", arteria vitale che collega Cortina d’Ampezzo al resto del Cadore, rimarrà bloccata ancora per giorni, nonostante gli sforzi per liberare almeno un varco utile ai mezzi di emergenza. I tecnici stimano che, se il maltempo non tornerà a complicare le operazioni, ci vorranno almeno quattro o cinque giorni per rimuovere i detriti che hanno invaso la carreggiata. Ma anche una volta riaperta parzialmente, la viabilità non tornerà alla normalità: servirà un sistema di monitoraggio costante, pronto a interrompere il transito al primo segnale di nuove colate.

Sono oltre 20mila i metri cubi di materiale precipitati dalle pendici della Croda Marcora e del Sorapiss tra lunedì notte e martedì, sommandosi ai detriti delle tre frane precedenti che, dal 14 giugno, hanno reso la zona un cantiere a cielo aperto. Fortunatamente, nessuna vittima è stata registrata tra gli automobilisti, e i centri abitati sono rimasti fuori pericolo. Ma la situazione, già critica, rischia di aggravarsi con ogni nuova precipitazione, dato che il terreno, reso instabile dalle piogge incessanti, continua a sgretolarsi.

Le critiche non si sono fatte attendere. Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, ha accusato i ministri Salvini e Pichetto di «silenzio inaccettabile» di fronte a un’emergenza che, a suo dire, dimostra «l’assenza di una strategia sulla sicurezza del territorio». «La situazione è fuori controllo», ha aggiunto, sottolineando come le Dolomiti siano sempre più fragili sotto la spinta di eventi meteorologici estremi.

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