Nervosismo a Davos e dazi, le borde europee ripartono in rosso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse europee hanno aperto la settimana in territorio negativo, mostrando un diffuso nervosismo che, pur non configurando un crollo, riflette l'attesa per i colloqui al World Economic Forum di Davos e le nuove tensioni commerciali. A Milano, dove il Ftse Mib ha perso lo 0,76% dopo il tonfo più marcato di ieri, i cali maggiori hanno riguardato i titoli più esposti al mercato statunitense, mentre a Londra, Francoforte e Parigi si sono registrate flessioni simili, tutte attorno all'otto decimi di punto percentuale. Il quadro generale, insomma, è di moderato pessimismo, con gli investitori che, di fronte a un orizzonte incerto, continuano a privilegiare i beni rifugio, spingendo l'oro verso nuovi massimi storici e facendo salire la volatilità sui listini azionari.

L'annuncio di Weber e la sospensione dell'accordo

A gettare benzina sul fuoco, contribuendo a mandare in fumo oltre 225 miliardi di capitalizzazione in Europa, è stato l'annuncio del presidente del Ppe, Manfred Weber, il quale ha dichiarato che il Parlamento europeo sospenderà l'accordo sui dazi con gli Stati Uniti. Una mossa, questa, che segna un ulteriore inasprimento delle relazioni commerciali transatlantiche e che arriva in un momento già delicato, caratterizzato dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump. Quest'ultimo, infatti, ha rinnovato le sue critiche alla Federal Reserve e ha minacciato dazi per i paesi che non collaboreranno, citando esplicitamente la questione groenlandese, alimentando così un clima di forte incertezza.

I movimenti distinti di Piazza Affari

In questo contesto turbolento, Piazza Affari ha fatto registrare andamenti difformi tra i vari settori. Hanno guadagnato terreno, ad esempio, i titoli del comparto difesa, con Fincantieri e Leonardo in solido rialzo, mentre Campari è stata spinta in alto dalle preview positive degli analisti sui conti dell'esercizio 2025. All'opposto, il lusso ha mostrato fragilità, con Brunello Cucinelli in netto calo, e male ha fatto anche Monte dei Paschi di Siena, la cui quota ha perso oltre il 4% dopo che anche l'azionista di riferimento, Delfin, ha smentito qualsiasi ipotesi di cessione della propria partecipazione.

Lo scenario globale secondo il Fondo Monetario

L'Italia si trova a navigare in questo mare agitato in una posizione che, secondo le nuove previsioni del Fondo monetario internazionale, è fragile ma non drammatica, sospesa com'è tra una crescita nazionale che stenta a decollare e un contesto globale che, pur evitando per il 2026 e il 2027 lo spettro della recessione – con tassi di crescita mondiale previsti rispettivamente al 3,3% e al 3,2% –, resta profondamente instabile. Il Fmi, nel suo aggiornamento di gennaio, descrive uno scenario mondiale in precario equilibrio "tra due fuochi": da un lato, il persistente rischio di un'acutizzazione delle guerre commerciali, e dall'altro la spinta trainante degli investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale, i quali da soli non bastano a dissipare le nubi che si addensano sui mercati finanziari.

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