Piazza Affari cerca nuove Ipo, Testa vede «debutti interessanti» nella seconda parte dell’anno
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Redazione Economia
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Milano. La corsa dell’indice principale – ormai stabilmente oltre la soglia psicologica dei 50.000 punti, un livello che non si toccava dai tempi della bolla tecnologica – non è riuscita, paradossalmente, a innescare quella che gli addetti ai lavori chiamano “pipeline”, ovvero il flusso di aziende pronte ad affacciarsi sul mercato.
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Anzi, stando agli ultimi numeri forniti da chi il mercato lo gestisce quotidianamente, le operazioni di debutto (le famose Ipo) si sono pressoché azzerate, con una sola eccezione degna di nota registrata a inizio anno: lo sbarco di Praexidia Industrie Strategiche su Egm Pro, un veicolo societario ancora da capitalizzare che si propone come piattaforma per acquisizioni nel comparto della difesa. ilmessaggero +3
Eppure, in una recente analisi dello stato dell’arte, l’amministratore delegato di Borsa Italiana Fabrizio Testa ha voluto lanciare un segnale di fiducia per il futuro, parlando di un’agenda fitta di appuntamenti in procinto di scaldare i motori in vista delle prossime finestre di quotazione. ilsole24ore +3
L’analisi di Testa: serve più cultura del mercato
Secondo quanto dichiarato dal numero uno di Piazza Affari, per uscire dall’attuale stasi è necessario intervenire su un fronte culturale, ossia convincere le imprese del Belpaese – e in particolar modo quelle di medie dimensioni, che rappresentano il vero tessuto produttivo nazionale – che la quotazione non deve essere vista solo come un traguardo fine a se stesso o, peggio, come una complicazione burocratica. borsainside +3
Testa la descrive piuttosto come «una leva strategica per sostenere crescita, innovazione e apertura internazionale»; un cambio di passo che, guardando al calendario, potrebbe concretizzarsi già nella seconda metà del 2026.
L’ad parla infatti di una «pipeline interessante», dove defilano società di medie e grandi dimensioni attratte dalla liquidità presente sul mercato, la quale premia in modo particolare settori caldi come la difesa, l’aerospazio, l’energia e la tecnologia. agenziagiornalisticaopinione +3
Tra i nomi che circolano con insistenza nei corridoi di Palazzo Mezzanotte spiccano quelli di Edison, pronta a fare ritorno sul listino dopo l’opa residuale del 2012 da parte di Edf, e di GensAurea, leader europeo nella compravendita di oro e metalli preziosi, che avrebbe già scelto le banche d’affari per accompagnare l’operazione.
Non manca all’appello Dolomiti Energia, attiva nella filiera energetica, a dimostrazione che l’interesse per la piazza milanese attraversa trasversalmente i diversi comparti dell’economia reale. ilmessaggero +3
Tuttavia, il contesto in cui queste aziende si apprestano a fare il grande passo resta oggettivamente complesso, se non contraddittorio. ilsole24ore +3
Il paradosso dei mercati tra petrolio e tensioni geopolitiche
Se da un lato Piazza Affari mostra una resilienza sorprendente (al punto da arrivare a sfiorare i 52.700 punti, come rilevato dagli ultimi ticker), dall’altro lo scenario macroeconomico internazionale è offuscato da nubi pesanti.
Il prezzo del petrolio, in particolare, continua a comportarsi come un cavallo imbizzarrito, con il Brent che ha sfiorato quota 120 dollari al barile per poi oscillare violentemente in base alle news provenienti dal Golfo Persico. borsainside +3
In questa fase, gli Stati Uniti hanno sferrato nuovi attacchi aerei contro un sito militare iraniano – un’azione che un funzionario americano ha voluto definire «difensiva» – mentre l’accordo di pace con Teheran sembra rimandato sine die, mantenendo alta la tensione sugli approvvigionamenti energetici. ilsole24ore +3
Un paradosso, insomma, quello che vede le borse europee procedere a rilento (con il future sull’Euro Stoxx 50 in calo dello 0,8% proprio mentre si scrive) e gli investitori alla finestra, in attesa che la politica dia un segnale di tregua più chiaro di quello attuale.
Nonostante la qualità delle aziende già quotate venga considerata un fattore di attrazione fondamentale, lo stallo delle Ipo rischia di modificare la struttura stessa del nostro listino, dove sempre più spazio stanno prendendo gli Etf e i titoli di Stato, a discapito della patrimonializzazione diretta delle imprese. borsainside +3
Uno stallo strutturale e la sfida degli investitori retail
L’analisi dell’andamento del mercato primario lascia emergere un dato piuttosto secco: se si esclude il debutto minimo di Praexidia a gennaio (un’operazione da soli 160 mila euro di raccolta), l’anno è rimasto sostanzialmente fermo.
Un fenomeno, questo, che rispecchia una tendenza più lunga, durante la quale le cancellazioni (i delisting) sono state nettamente superiori ai nuovi ingressi, modificando la fisionomia di una Borsa che conta oggi 407 azioni per una capitalizzazione complessiva di circa 1.170 miliardi di euro. ilsole24ore +3
Per invertire questa rotta, Testa punta anche a democratizzare l’accesso, coinvolgendo il grande pubblico attraverso servizi di distribuzione diretta che consentono al risparmiatore privato di aderire alle offerte pubbliche iniziali direttamente dal proprio conto titoli, bypassando le complicazioni del passato. websim +3
Resta da vedere, concretamente, se i «debutti interessanti» promessi per fine anno basteranno a invertire una tendenza che appare ormai strutturale, o se l’appeal dei bond (che continuano a sottrarre liquidità all’azionario) prevarrà ancora a lungo sulle campagne promozionali degli advisor. ilsole24ore +3




