Il governo blocca il gemellaggio tra Riace e Gaza, Lucano: "Atto di fraternità"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo Meloni, attraverso il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, ha formalmente negato l’assenso al gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza, in Palestina, un progetto sottoscritto lo scorso agosto dal sindaco ed europarlamentare Mimmo Lucano e dal primo cittadino di Gaza City, Yahya Sarraj. La decisione, comunicata con una lettera ufficiale inviata a Lucano, si fonda sul parere negativo espresso dal Ministero degli Affari esteri, il quale ha motivato la propria opposizione citando il “legame esistente tra consigli locali e sindaci di Gaza e Hamas”, considerato un potenziale pregiudizio per la politica estera nazionale.

Le motivazioni di Palazzo Chigi

Nella missiva, redatta su carta intestata della Presidenza del Consiglio, Calderoli ha trasmesso le valutazioni della Farnesina, le quali evidenziano come l’iniziativa, per quanto promossa da un ente locale, possa interferire con la linea diplomatica italiana, soprattutto in un contesto internazionale particolarmente delicato. Il governo, che con l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca vede riconfermato un alleato chiave in politica estera, sembra dunque intendere qualsiasi forma di rapporto istituzionale formalizzato con territori sotto amministrazione di Hamas come incompatibile con i propri indirizzi.

La replica del sindaco di Riace

La reazione di Mimmo Lucano, noto per le sue battaglie umanitarie e l’esperienza di accoglienza a Riace, è stata immediata e di netta contrapposizione. L’europarlamentare ha definito il gemellaggio, nato in un periodo di intenso conflitto, un “atto di fraternità” e di vicinanza umana verso una popolazione stremata, negando che si tratti di un gesto di carattere politico. “A differenza di Palazzo Chigi”, ha affermato Lucano, “il mio Comune non si gira dall’altra parte davanti ai bambini uccisi”, sottolineando come l’intenzione fosse puramente solidale e scevra da qualsiasi calcolo che non fosse quello di alleviare, simbolicamente, le sofferenze dei civili.

Un precedente che riaccende il dibattito

L’episodio, al di là dello scontro istituzionale, riporta l’attenzione sul ruolo e sui limiti degli enti locali nella scena internazionale, un tema spesso sollevato in passato, anche in relazione ad altre iniziative di comuni italiani. La questione tocca il delicato equilibrio tra autonomia comunale, sancita dalla Costituzione, e la necessità di coerenza con la politica estera dello Stato, quest’ultima di esclusiva competenza governativa. La vicenda giudiziaria che in passato ha coinvolto lo stesso Lucano, peraltro, aggiunge un ulteriore strato di complessità a una disputa che appare destinata a rimanere aperta, non essendo previsti, al momento, ricorsi amministrativi contro il diniego ministeriale.

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