Jannik Sinner, tra trionfo a Indian Wells e critiche inaspettate: Roddick difende il numero 2 al mondo
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Redazione Sport
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Nel vortice mediatico che segue ogni risultato di un campione, Jannik Sinner si trova a navigare tra il trionfo appena conquistato e le polemiche che, paradossalmente, sembrano nascere proprio dal suo successo. La vittoria al Masters 1000 di Indian Wells, arrivata senza perdere un set in finale contro Daniil Medvedev e con il solo precedente del terzo turno in cui il giovane Joao Fonseca era riuscito a metterlo in difficoltà -2-8, avrebbe dovuto chiudere definitivamente ogni discussione riguardante un ipotetico inizio di stagione sottotono. Invece, mentre il numero 2 del mondo si prepara ad affrontare il Masters 1000 di Miami – un torneo che gli manca all’appello dal 2024 e che rappresenta l’ultima occasione sulla superficie veloce prima della stagione europea sulla terra battuta -1-9 – le voci critiche non si sono affatto placate.
A rompere gli indugi e a difendere l’altoatesino è stato Andy Roddick, ex numero uno del mondo e oggi apprezzato opinionista nel suo podcast “Serve with Andy”. Con la schiettezza che lo contraddistingue, Roddick ha tuonato contro quella che percepisce come una narrazione ingiusta e affrettata. "Ho sentito dire 'prima di Indian Wells non aveva vinto tornei'", ha dichiarato Roddick, citando il sentore comune di chi aveva frettolosamente etichettato l’inizio del 2026 come un periodo di crisi. La sua invettiva è chiara e senza mezzi termini: "Ma ne aveva giocati due, fermatevi!". L’americano ha voluto sottolineare come la sconfitta contro il tennista più vincente di tutti i tempi e un altro ko siano elementi assolutamente insufficienti per mettere in discussione lo stato di forma e la solidità mentale di un giocatore del calibro di Sinner, che nel corso del suo podcast ha ribadito come non ci sia assolutamente nulla che non vada nell’azzurro.
Una vittoria che lascia perplessi: l’analisi a sorpresa di Justine Henin
Mentre Roddick spegneva sul nascere qualsiasi tentativo di alimentare falsi allarmismi, un’altra voce autorevole del tennis mondiale ha acceso una luce diversa sulla prestazione di Sinner in California. Justine Henin, ex numero uno WTA e sette volte campionessa del Grande Slam, ha infatti espresso un giudizio che va controcorrente. Nonostante la vittoria – la prima nel deserto californiano per l’azzurro – e nonostante un cammino punteggiato da vittorie in due set, l’ex campionessa belga ha confessato di non essere rimasta pienamente impressionata.
“Sinner non mi ha impressionato del tutto, e questo mi preoccupa non poco”, ha dichiarato Henin in un’intervista rilasciata a Eurosport. La sua analisi si è concentrata non tanto sul risultato finale, quanto sulle sensazioni trasmesse dal gioco del numero 2 del mondo. Pur riconoscendo la straordinaria qualità del servizio e una sincronia di movimenti fenomenale, l’ex giocatrice belga ha evidenziato come il tennista italiano abbia spesso fatto ricorso a una tattica difensiva, mostrandosi meno incisivo del solito. Henin ha osservato che, specialmente nella finale contro Medvedev, c’è stato il momento in cui il russo ha alzato il ritmo, ma anche lì Sinner è riuscito a gestire la situazione senza mai andare nel panico, specialmente nel tie-break decisivo. Tuttavia, la sensazione per l’ex campionessa è che ci sia stato un eccesso di “amministrazione” del gioco, quasi che l’azzurro non avesse mai dovuto premere realmente sull’acceleratore per portare a casa il Titolo. Una gestione da manuale, insomma, ma forse proprio per questo non pienamente soddisfacente dal punto di vista dell’espressività agonistica.
Un’intervista senza senso e il futuro sulla terra rossa
In attesa di scendere in campo a Miami – dove il clima umido e le condizioni più veloci rispetto a Indian Wells rappresentano un ulteriore banco di prova -1-7 – Sinner è stato protagonista anche di un momento di leggerezza virale. Durante un’intervista nei pressi del torneo, è stato vittima di un particolare trend social che funziona come un “telefono senza fili”: un creator gli ha riportato una frase senza alcun contesto, lasciandolo in evidente stato di sorpresa. La reazione di Jannik, tra un sopracciglio alzato e una risata, ha fatto il giro del web, dimostrando ancora una volta come l’altoatesino riesca a mantenere la giusta distanza anche quando le situazioni diventano paradossali.
A rendere il quadro ancora più complesso è l’analisi conclusiva di Henin, che ha voluto lanciare un vero e proprio avvertimento in vista del futuro. Avendo ormai conquistato l’Australian Open, lo US Open e tutti e sei i Masters 1000 sul cemento, secondo la belga è giunto il momento per Jannik Sinner di concentrarsi seriamente sulla terra battuta, l’unica superficie su cui il suo palmarès è ancora privo di titoli di alto profilo. Se da un lato il trionfo a Indian Wells ha tappato le bocche di chi parlava di crisi, dall’altro ha alzato ulteriormente l’asticella delle aspettative, ponendo l’accento su quella che sarà la prossima grande sfida della sua carriera. L’appuntamento a Miami, l’ultimo atto sulla superficie veloce prima del tour europeo, servirà a Sinner non solo per cacciare il ricordo dell’edizione 2025 a cui non ha potuto partecipare, ma anche per provare a gettare le basi per quella transizione sulla terra che, secondo molti, deciderà le sorti della sua annata.




