La Global Sumud Flotilla, controlli antisabotaggio e polemiche nel porto di Augusta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre una squadra di sommozzatori, partendo col gommone dalla banchina del porto turistico di Augusta, in provincia di Siracura, effettuava i consueti controlli antisabotaggio alla barca a vela pronta a salpare, l’intera operazione della Global Sumud Flotilla si è ormai trasformata in un caso politico-diplomatico di notevole complessità. La partenza della missione solidale, il cui obiettivo dichiarato è raggiungere Gaza per portare aiuti, è stata più volte rinviata: inizialmente fissata per il 4 settembre, è slittata al 7 per essere poi definitivamente posticipata a data indefinita, mentre gli attivisti proseguono i lavori di allestimento delle imbarcazioni per la lunga navigazione attraverso il Mediterraneo.

Parallelamente, in dieci città toscane – tra cortei, presidi, fiaccolate e raccolte di firme – si sono svolte manifestazioni di sostegno alla Flotilla, per chiedere lo stop all’attacco militare israeliano e la fine dell’assedio sulla Striscia. A Firenze, in particolare, un flash mob su ponte Santa Trinita ha visto esibire una lunghissima bandiera palestinese appesa sulla spalletta, accompagnata da tantissime barchette di carta in segno di solidarietà simbolica.

Tuttavia, non mancano le voci critiche verso un’iniziativa giudicata da molti più propagandistica che concretamente umanitaria. Si osserva, ad esempio, come la Flotilla – minacciata dal governo israeliano di essere trattata al pari di «terroristi» – non abbia incluso tra le sue priorità la richiesta di liberazione degli ostaggi israeliani, ancora detenuti a Gaza in condizioni disumane. Inoltre, l’utilità stessa della missione appare discutibile se paragonata all’effettivo flusso di aiuti via terra: soltanto il 4 settembre, all’ingresso di Kerem Shalom e di Zikim, sono arrivati 221 camion, mentre altri 331 attendono di essere ritirati; in quattro settimane sarebbero stati distribuiti fino a 50 milioni di pasti.

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