Garlasco, archiviata l'accusa di corruzione per Venditti: «Mai ricevuto soldi»
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Redazione Interno
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Mario Venditti non è più indagato per corruzione in atti giudiziari. Il gip del tribunale di Brescia, Mauroernesto Macca, ha accolto la richiesta della Procura e ha archiviato la posizione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia, coinvolto in uno dei filoni nati dalla nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi. L'accusa riguardava la presunta dazione di denaro, ipotizzata tra i 20mila e i 30mila euro, che sarebbe servita a favorire l'archiviazione di Andrea Sempio nel procedimento del 2016-2017.
«Ho sempre avuto fiducia nella giustizia e ho affrontato questa vicenda sapendo di non aver commesso ciò che mi veniva contestato. Oggi l'archiviazione conferma che nei miei confronti non è emersa alcuna prova di corruzione», ha dichiarato l'ex magistrato dopo il provvedimento. Parlando a Quarto Grado, Venditti ha aggiunto: «Quello che ho subito in questi mesi è inenarrabile».
Nel decreto di archiviazione, il gip bresciano ha scritto che «gli accertamenti bancari sui rapporti a lui riconducibili non hanno individuato alcun accredito, versamento o disponibilità anomala ricollegabile, per importo o collocazione temporale, ai prelievi della famiglia Sempio». Il giudice ha inoltre rilevato che «neppure è emerso alcun contatto, telefonico, telematico o personale, tra il magistrato e i Sempio o i loro difensori al di fuori delle sedi istituzionali del procedimento».
Il delitto ipotizzato, si legge ancora nel provvedimento, «presuppone un accordo tra il pubblico ufficiale e il privato, la dazione o la promessa di un'utilità e la finalizzazione dell'atto a favorire una parte del processo, tuttavia, di nessuno di questi elementi le indagini, pur ampie, hanno restituito una traccia che conduca all'indagato».
L'archiviazione non chiude però il filone investigativo sulla presunta corruzione legata alla prima indagine su Andrea Sempio. Fonti giudiziarie hanno riferito che «l'ipotesi di reato resta intatta, ma riguarda altre persone». Gli atti saranno quindi trasmessi alla Procura di Pavia, competente a proseguire gli accertamenti una volta venuto meno il coinvolgimento di un magistrato del distretto milanese.
Resta indagato come presunto corruttore Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Il gip Macca, nel suo provvedimento, ha indicato tra le possibili ricostruzioni alternative «un accordo collocato al livello della polizia giudiziaria operante, ovvero un millantato credito consumato ai danni degli stessi Sempio». Le anomalie riscontrate – «trascrizioni incomplete, i contatti irrituali con Sempio, le omissioni nell'annotazione sui tabulati» – riguardano, secondo il giudice, «appartenenti alla polizia giudiziaria».
Il fascicolo era nato dopo il ritrovamento, durante una perquisizione nell'abitazione della famiglia Sempio nel maggio 2025, di un appunto manoscritto con la frase «Venditti gip archivia x 20-30 euro». Gli inquirenti avevano inizialmente interpretato quelle parole come la possibile traccia di un pagamento compreso tra 20mila e 30mila euro per ottenere una decisione favorevole ad Andrea Sempio.
Giuseppe Sempio, sentito il 26 settembre 2025, aveva sostenuto che la cifra rappresentasse una previsione delle spese legali che la famiglia avrebbe dovuto affrontare. L'appunto conteneva peraltro un'imprecisione: Venditti non era il gip, ma il procuratore aggiunto che coordinava le indagini. Fu la Procura di Pavia a chiedere l'archiviazione, poi disposta dal gip Fabio Lambertucci.
Interrogato a Quarto Grado sulla posizione di Andrea Sempio, oggi nuovamente indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, Venditti ha preferito non rispondere direttamente: «Non mi faccia rispondere a questa domanda, ho risposto soltanto che c'è un responsabile, che è Stasi, condannato con sentenza passata in giudicato».
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