La Efrikian e quel "papà meraviglioso": il commento sull'esibizione di Morandi e Tredici Pietro
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è voluto qualche giorno, ma alla fine il commento forse più atteso, quello di Laura Efrikian, è arrivato nel salotto di Caterina Balivo. La prima moglie di Gianni Morandi, madre dei suoi due figli maggiori, Marianna e Marco, non ha nascosto l’emozione nel vedere sul palco dell’Ariston l’ex marito accanto a Tredici Pietro, il figlio che il cantante ha avuto dalla seconda moglie Anna Dan. Ospite de La volta buona, l’attrice ha definito l’esibizione di padre e figlio sulle note di Vita, lo storico brano di Lucio Dalla e Morandi, "davvero bellissimo, commovente". Parole misurate ma cariche di affetto, quelle di Efrikian, che ha voluto sottolineare la bravura del giovane rapper: "Ho trovato Pietro bravissimo, non avrebbe avuto bisogno di avere una spalla", ha dichiarato, salvo poi riconoscere il valore aggiunto di quella presenza ingombrante, "poi ce l'ha avuta e sono stati bravissimi". Una testimonianza, la sua, che arriva da una posizione certamente non scontata, quella di chi con Morandi ha condiviso un capitolo importante della vita e che oggi, a distanza di decenni, osserva con affetto la nuova generazione. “L’ho trovato un papà meraviglioso”, ha aggiunto, quasi a voler spezzare una lancia a favore di un uomo che, nonostante la separazione, ha sempre mantenuto un rapporto saldo con tutti i suoi figli.
Le esitazioni di Gianni e il timore delle polemiche
E pensare che quel momento, destinato a diventare uno dei più iconici di questa edizione del Festival, aveva rischiato seriamente di non realizzarsi. A svelare il retroscena è stato lo stesso Tredici Pietro, ospite di Mara Venier a Domenica In per lo speciale dedicato a Sanremo. Il cantante, che si è classificato sedicesimo con il brano Uomo che cade, ha raccontato come il padre non fosse affatto convinto dell’idea di salire insieme sul palco. La ragione? Una forma di protezione paterna, quasi un paradosso per un artista che dell’esposizione mediatica ha fatto la sua vita. Gianni Morandi, secondo il racconto del figlio, temeva le possibili ripercussioni in termini di immagine per Pietro. “Tutta la vita che scappi da me, tu sei matto, ti danno del raccomandato, poi ti rovini”, ha raccontato il giovane imitando la voce del padre, restituendo al pubblico un dialogo domestico e sincero. Una preoccupazione, quella del cantante di Monghidoro, che nasceva dalla consapevolezza del cognome che il figlio porta e dalla volontà di vederlo affermare con le proprie forze, lontano dall’ombra, seppur ingombrante e gloriosa, della dinastia Morandi.
La spinta emotiva: "Un tatuaggio per sempre"
A sciogliere le resistenze del padre, alla fine, non è stata una questione professionale o di opportunità, ma un argomento puramente emotivo, di quelli che nessun artista può permettersi di ignorare. Tredici Pietro ha spiegato a Mara Venier di aver voluto quel duetto non per ottenere visibilità o per accaparrarsi qualche favore di classifica, ma per un bisogno più profondo, quasi ancestrale. “Voglio cantare con te perché questa esperienza la terrò come un tatuaggio, per sempre nel mio cuore”, gli ha detto. Una frase che ha fatto breccia nelle incertezze di Gianni, trasformando quella che poteva essere una semplice esibizione in un vero e proprio passaggio di testimone. Il brano scelto, del resto, non era casuale: Vita, che Morandi interpretava proprio con Lucio Dalla, rappresenta un classico senza tempo, e riproporla in chiave moderna, con inserti rap, ha simbolicamente unito due generazioni e due modi diversi di fare musica. L’emozione sul palco, del resto, era palpabile, e lo stesso Morandi, visibilmente commosso, ha poi ammesso sui social di aver vissuto "un’emozione diversa da tutte le altre".
Una famiglia allargata e il rispetto reciproco
Le parole di Laura Efrikian, in questo contesto, acquistano un valore particolare. Non solo confermano il clima sereno che regna in quella che Caterina Balivo ha giustamente definito "una bella famiglia allargata", ma testimoniano anche di un rapporto maturo e rispettoso tra l’ex moglie e il cantante. Una relazione, quella tra Efrikian e Morandi, durata oltre un ventennio, che ha attraversato gioie e dolori – come la prematura scomparsa della primogenita Serena – e che si è conclusa nel 1979 senza lasciare strascichi di rancore. Oggi, Laura guarda a Gianni non solo come al padre dei suoi figli, ma come al nonno dei suoi cinque nipoti, frutto delle relazioni di Marianna e Marco, e come al padre di Pietro, con cui non c’è alcun legame di sangue ma evidentemente una profonda stima. Un equilibrio familiare che, a giudicare dalle parole spese in televisione, regge bene l’urto della ribalta mediatica, regalando al pubblico un’immagine di compostezza e affetto che va oltre i ruoli e le etichette.




