Maria Ionescu trovata morta a Francavilla, cinque ore di audizione per il compagno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cinquantaquattro anni, un filo di ferro intorno al collo e un ulivo nelle campagne di Francavilla al Mare come ultimo approdo. Maria Ionescu, 65 anni, di origine romena e residente a Mottola, in provincia di Taranto, è stata trovata senza vita giovedì 15 ottobre a poca distanza dall'autostrada A14. La Procura di Chieti e la squadra mobile stanno cercando di ricostruire le ore che separano la sua scomparsa dall'area di servizio Alento Ovest dal ritrovamento del corpo, avvenuto in un terreno scosceso di contrada Santa Cecilia.

Le cinque ore in Procura

Nel pomeriggio di giovedì, il compagno della donna, un uomo di 66 anni ex agente della polizia penitenziaria con cui Maria conviveva da oltre vent'anni, è stato ascoltato per circa cinque ore come persona informata sui fatti. L'audizione si è tenuta davanti al pubblico ministero e agli investigatori della squadra mobile, diretti dal dirigente Francesco D'Antonio. Al centro dell'interrogatorio ci sono i rapporti tra i due conviventi e la successione degli eventi che ha portato all'allontanamento della donna dal punto ristoro.

Secondo il racconto dell'uomo, riportato da diverse testate locali, Maria sarebbe rientrata nell'area di servizio per recuperare un foulard dimenticato, per poi non fare più ritorno. Gli inquirenti verificano questa versione e non escludono che prima della sparizione possa esserci stata una discussione.

La notte all'autogrill e le telecamere

La coppia viaggiava verso casa dopo alcuni giorni trascorsi a Rimini, dove vive il figlio della donna. La sosta all'area di servizio Alento Ovest, nel territorio di Miglianico, risale a prima delle cinque di mercoledì 14 ottobre. Da quel momento di Maria si sono perse le tracce. Le prime ricerche, condotte anche con l'aiuto del personale della stazione di servizio, non hanno dato esito e l'uomo ha ripreso il viaggio verso la Puglia, formalizzando la denuncia di scomparsa ai carabinieri di Mottola solo una volta arrivato a destinazione.

Gli investigatori stanno ora esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell'autogrill per ricostruire gli spostamenti della donna e verificare la compatibilità tra i filmati e le dichiarazioni raccolte. Un elemento su cui si concentrano gli accertamenti riguarda l'assenza del telefono cellulare: né Maria né il compagno avevano con sé il proprio dispositivo durante la sosta.

Il ritrovamento e i dubbi sul luogo

Il corpo è stato individuato nella mattinata di giovedì da una donna che passeggiava con il cane lungo un pendio impervio, a circa un chilometro e mezzo dal tracciato autostradale. Per recuperare la salma è stato necessario l'impiego di un trattore, tanta è la pendenza del terreno. Maria indossava leggings, una maglietta e un paio di pantofole, senza giubbotto. Il medico legale non avrebbe riscontrato segni evidenti di violenza, ma la posizione del cadavere e le condizioni del luogo hanno alimentato più di una perplessità tra gli inquirenti.

L'ipotesi iniziale è quella di un gesto volontario, con il filo di ferro verosimilmente prelevato da un vigneto vicino, ma nessuna pista viene considerata chiusa prima degli esiti degli esami autoptici.

L'autopsia attesa per la prossima settimana

La Procura di Chieti ha disposto l'autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni all'ospedale Santissima Annunziata. L'esame dovrà chiarire le cause esatte del decesso e verificare la compatibilità tra il quadro medico-legale e la dinamica ipotizzata dagli investigatori. Maria Ionescu avrebbe compiuto 66 anni il prossimo 20 ottobre. Originaria della Romania, viveva da anni in Puglia e aveva due figli, uno residente a Rimini e una figlia in Svizzera.

La salma è stata trasferita all'obitorio in attesa dell'incarico al medico legale Pietro Falco, mentre la squadra mobile continua ad acquisire elementi utili a delineare un quadro che resta, per ora, privo di risposte definitive.

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