Dopo il Canada, l'Australia guarda all'Europa: Farrell apre all'ipotesi di un legame speciale con l'Ue

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La proposta di Ursula von der Leyen di fare del Canada il primo "membro associato" dell'Unione Europea ha prodotto un'eco immediata a Canberra. A poche ore di distanza, il ministro del Commercio australiano Don Farrell ha confermato che l'Australia osserva con grande attenzione la mossa di Ottawa e non esclude di perseguire un percorso analogo. «Siamo sulla stessa pagina», ha dichiarato Farrell, spiegando che Canberra seguirà con interesse ciò che farà il primo ministro canadese Mark Carney.

Un'apertura condizionata ma strategica

Farrell, che ha guidato la conclusione dell'accordo di libero scambio tra Australia e Ue siglato lo scorso marzo, ha precisato di essere aperto a tutte le possibilità in materia di nuove intese con Bruxelles. L'unica eccezione riguarda la posa di cavi in fibra ottica, un'ipotesi che il ministro ha definito impraticabile date le distanze geografiche coinvolte. La sua posizione riflette una convinzione più ampia: «Il mondo si sta dividendo tra protezionisti e fautori del libero scambio. È indiscutibile che la prosperità australiana degli ultimi cinquant'anni sia tutta legata al nostro impegno con il mondo».

Il quadro dei rapporti tra Australia e Ue

L'interesse australiano si inserisce in un contesto di relazioni già profondamente rafforzate. Lo scorso marzo, dopo otto anni di negoziati, Canberra e Bruxelles hanno concluso un accordo di libero scambio che elimina i dazi su oltre il 99 per cento delle esportazioni europee verso l'Australia e su circa il 98 per cento delle esportazioni australiane verso l'Ue. L'intesa prevede inoltre l'accesso privilegiato dell'Europa alle materie prime critiche australiane, come litio, alluminio e manganese, riducendo la dipendenza europea da fornitori alternativi.

La posta in gioco per Canberra

Per Farrell, l'accordo con l'Ue rappresenta un tassello decisivo in un momento di crescente incertezza commerciale. Il ministro ha osservato che il valore delle esportazioni australiane verso gli Stati Uniti è aumentato del 67 per cento in un anno e mezzo, ma ha anche rilevato come i dazi introdotti dall'amministrazione Trump siano stati mantenuti dall'amministrazione successiva, trasformando le tariffe in una fonte di entrata difficile da smantellare. «Non sono fiducioso che un presidente democratico invertirà i dazi», ha affermato Farrell. «Quindi siamo bloccati con essi. E questo rende l'Ue ancora più importante per noi».

Ostacoli interni sulla strada di Canberra

Prima che l'Australia possa negoziare nuove forme di collaborazione con Bruxelles, tuttavia, l'accordo commerciale concluso a marzo deve essere ratificato. Il percorso non è privo di insidie: la coalizione di opposizione australiana, tradizionalmente favorevole al libero scambio, ha manifestato perplessità sulle concessioni agricole contenute nel testo. L'intesa migliora l'accesso al mercato europeo per gli agricoltori australiani, ma non nella misura richiesta dai Nationals, la componente agraria della coalizione.

L'eventuale bocciatura parlamentare rappresenterebbe un colpo significativo alle ambizioni di Canberra di approfondire i legami con l'Europa.

Il precedente canadese e le sue implicazioni

La proposta di von der Leyen, avanzata durante il discorso sullo stato dell'Unione a Strasburgo, prevede per il Canada un "allineamento per il futuro" che spazia dalla difesa alle materie prime critiche, dall'intelligenza artificiale all'energia. Carney ha accolto favorevolmente l'idea, pur precisando che Ottawa non cerca l'adesione completa all'Ue. Lo status di "membro associato" non esiste attualmente nei trattati europei e richiederebbe l'unanimità dei ventisette Stati membri per essere creato.

La presidente della Commissione ha anche affrontato le critiche di chi vede nella mossa un gesto ostile verso Washington: «Questa non è una partnership contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune».

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