L'Iran ha spostato l'uranio da Fordow prima dell'attacco Usa, mentre si analizzano le bombe bunker-buster
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Redazione Esteri
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Poche ore prima che gli Stati Uniti sferrassero l’attacco aereo contro tre impianti nucleari iraniani all’alba di domenica, l’Iran aveva già trasferito la maggior parte delle scorte di uranio altamente arricchito dall’impianto di Fordow a un sito non identificato. Lo ha rivelato una fonte interna di alto livello, aggiungendo che il numero di operatori presenti nella struttura era stato ridotto al minimo, una mossa interpretata dagli osservatori come precauzionale. Sebbene il Pentagono non abbia confermato ufficialmente i dettagli dell’operazione, le immagini satellitari mostrano crateri riconducibili all’impiego di bombe anti-bunker GBU-57 MOP, le uniche in grado di penetrare i bunker sotterranei corazzati come quelli di Fordow.
Proprio queste armi, mai utilizzate prima in combattimento, sono al centro del dibattito tra esperti e opinione pubblica. Pesanti oltre 13 tonnellate e lunghe più di sei metri, le GBU-57 sono progettate per perforare decine di metri di cemento armato prima di detonare, un requisito essenziale per colpire strutture come quelle iraniane, costruite in profondità per resistere a bombardamenti convenzionali. A sganciarle, sette bombardieri stealth B-2 Spirit decollati dal Missouri, velivoli che, a differenza delle bombe, hanno già una lunga storia operativa.




