Banca Ifis, Zingone nuovo a.d. e via libera di Bankitalia alla fusione con illimity

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il consiglio di amministrazione di Banca Ifis, riunito sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha accettato le dimissioni con efficacia immediata di Frederik Geertman dalla carica di consigliere e amministratore delegato. Al suo posto il board ha cooptato all'unanimità Raffaele Zingone come consigliere non indipendente, nominandolo amministratore delegato fino alla prossima assemblea. La scelta è stata compiuta su parere del Comitato Nomine, che ha individuato in Zingone il candidato più adatto a guidare il gruppo nel percorso di riorganizzazione annunciato al mercato.

Il profilo del nuovo amministratore delegato

Zingone vanta un'esperienza ventennale all'interno di Banca Ifis, dove dal 2021 ha ricoperto il ruolo di condirettore generale e chief commercial officer. Nel 2026 aveva assunto anche la carica di amministratore delegato di illimity Bank, seguendo il rilancio del business, il processo di integrazione nel gruppo Ifis e l'ingresso nel mercato private banking attraverso il marchio Fürstenberg. Il riassetto manageriale comprende anche la nomina di Fabio Lanza a direttore generale, incarico subordinato all'esito positivo della procedura Fit & Proper da parte di Banca d'Italia.

Lanza ricopre dal 2021 il ruolo di condirettore generale e chief operating officer dell'istituto.

L'autorizzazione alla fusione e le sinergie attese

Nella stessa giornata Banca Ifis ha ricevuto da Banca d'Italia il provvedimento definito "pieno e incondizionato" di autorizzazione alla fusione per incorporazione di illimity Bank. L'operazione di integrazione sarà completata entro l'esercizio in corso, con l'iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite. Il gruppo conferma inoltre l'obiettivo di conseguire sinergie annue a regime pari a 75 milioni di euro a partire dal 2027, importo costruito su una componente di risparmi di costo e una di maggiori ricavi.

Il rapporto ispettivo della Vigilanza

Insieme al via libera alla fusione, Banca Ifis ha ricevuto il rapporto ispettivo relativo agli accertamenti a spettro esteso condotti da Banca d'Italia tra gennaio e giugno del 2026, conclusi con un giudizio "parzialmente sfavorevole". I rilievi, sia di conformità sia gestionali, riguardano profili di antiriciclaggio, rischio informatico e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e crediti deteriorati acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.

L'Autorità ha richiesto l'adozione di un piano di intervento in materia di antiriciclaggio e compliance, oltre a un piano di rimedio prudenziale che include la riqualificazione degli assetti di governo, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di gruppo, la revisione dei processi nei comparti del credito e delle cartolarizzazioni, e un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio informatico e della sicurezza operativa.

Le ricadute sui conti e l'iter sui requisiti patrimoniali

La Vigilanza ha inoltre avviato un procedimento per la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi, che dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni, con facoltà per la banca di presentare memorie e documenti entro 45 giorni. Sul fronte dei conti, l'utile del primo semestre 2026 si è attestato a 8 milioni di euro, in netto calo rispetto agli 88 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, dopo che l'istituto aveva contabilizzato accantonamenti e rettifiche legati anche agli esiti delle attività di revisione interna.

La guidance sull'utile netto annuale è stata rivista al ribasso a circa 100-110 milioni di euro. Il titolo Banca Ifis ha reagito negativamente a Piazza Affari, arrivando a perdere fino al 18% nella seduta del 25 settembre prima di ridurre il ribasso.

La cessione del business Npl

Sul fronte strategico, Banca Ifis ha comunicato di aver ricevuto offerte non vincolanti per l'acquisizione dell'intero ramo dei crediti deteriorati. Il processo competitivo prosegue ora con l'avvio della seconda fase, che la banca intende concludere entro la fine dell'esercizio con la sottoscrizione di un'offerta vincolante condizionata esclusivamente alle autorizzazioni di legge.

L'obiettivo dichiarato è il deconsolidamento del business Npl e il riposizionamento del gruppo nello specialty finance e nel supporto all'economia reale, con un'offerta rivolta a piccole e medie imprese, imprenditori e famiglie.

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