Banca Ifis, Zingone nuovo a.d. e via libera alla fusione con illimity
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Redazione Economia
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Il consiglio di amministrazione di Banca Ifis, riunitosi sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha accettato le dimissioni con efficacia immediata di Frederik Geertman dalla carica di consigliere e amministratore delegato. Al suo posto il board ha deliberato all'unanimità la cooptazione di Raffaele Zingone, nominandolo amministratore delegato con effetto immediato e fino alla prossima riunione assembleare.
La scelta è stata compiuta su parere del Comitato Nomine, presieduto dal consigliere indipendente di minoranza Roberto Diacetti, nell'ambito di un percorso di riorganizzazione già comunicato al mercato.
Un passaggio di consegne in una fase cruciale
Geertman guidava l'istituto dall'aprile 2021, mentre Zingone vanta un'esperienza ventennale all'interno del gruppo, dove dal 2021 ha ricoperto il ruolo di condirettore generale e chief commercial officer. Nel 2026 aveva assunto anche la carica di amministratore delegato di illimity Bank, seguendo il rilancio del business, il processo di integrazione nel gruppo Ifis e l'ingresso nel mercato private con il marchio Fürstenberg.
Il rinnovo degli assetti organizzativi ha riguardato anche Fabio Lanza, nominato direttore generale con efficacia subordinata all'esito positivo della procedura di idoneità richiesta dalla Vigilanza.
Il via libera della Vigilanza e gli effetti contabili
Nella stessa giornata Banca d'Italia ha rilasciato il provvedimento, definito pieno e incondizionato, di autorizzazione alla fusione per incorporazione di illimity Bank in Banca Ifis. L'integrazione sarà completata entro l'esercizio in corso, con l'iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite e la conferma delle sinergie attese a regime per 75 milioni di euro annui a partire dal 2027.
Tali sinergie sono sostenute anche dalle dismissioni già completate di Hype, ARECneprix e Abilio, oltre che dalla rimodulazione dei principali contratti informatici di illimity.
Il giudizio parzialmente sfavorevole dell'ispezione
Insieme all'autorizzazione, Banca d'Italia ha comunicato l'esito dell'ispezione condotta tra gennaio e giugno 2026, conclusa con un giudizio parzialmente sfavorevole e con rilievi di conformità e gestionali. Le osservazioni della Vigilanza riguardano profili di antiriciclaggio, rischio informatico e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e NPL acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business.
L'Autorità ha richiesto l'adozione di un piano di intervento in materia di antiriciclaggio e compliance, oltre a un piano di rimedio prudenziale che prevede la riqualificazione degli assetti di governo, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello e la stesura di un nuovo piano industriale di gruppo.
Le ricadute sul titolo e il procedimento sui requisiti patrimoniali
Banca d'Italia ha inoltre avviato un procedimento per la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi, che dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni, mentre l'istituto avrà 45 giorni per presentare memorie e documenti. La comunicazione ha pesato sull'andamento del titolo a Piazza Affari, in netta controtendenza rispetto all'indice principale.
La banca ha reso noto di avere già avviato le attività propedeutiche alla predisposizione dei piani richiesti, che saranno attuati non appena definiti, precisando che la loro implementazione non inficia la prosecuzione del percorso di cessione dell'intero business NPL e di trasformazione in banca universale al servizio di imprese, imprenditori e famiglie.
Il processo di cessione degli NPL
Sul fronte della cessione del comparto dei crediti deteriorati, il 24 settembre Banca Ifis ha ricevuto le offerte non vincolanti per l'acquisizione del ramo, che comprende le attività di Ifis Npl Servicing e Ifis Npl Investing per un valore contabile netto di circa 1,5 miliardi di euro, prevalentemente concentrato nel segmento dei crediti di piccolo taglio senza garanzia. La procedura entra ora nella seconda fase, con l'obiettivo di giungere a un'offerta vincolante entro la fine dell'anno.
La revisione al ribasso della guidance sull'utile netto per l'esercizio 2026, indicata tra 100 e 110 milioni di euro, riflette accantonamenti prudenziali per circa 70 milioni di euro, di cui 30 milioni su esposizioni creditizie di grandi dimensioni e 40 milioni relativi a esposizioni cartolarizzate nel comparto NPL di illimity.
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