Banca Ifis, Bankitalia chiude l'ispezione con giudizio parzialmente sfavorevole: il titolo crolla, Zingone nuovo ad

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MILANO – Non c'è pace per Banca Ifis nel 2026. L'azione in Borsa ha chiuso la seduta in calo dell'11,2%, scivolando a 12,45 euro, dopo che l'istituto ha reso noto l'esito dell'ispezione di vigilanza condotta da Banca d'Italia tra gennaio e giugno. Un rapporto chiuso con un «giudizio parzialmente sfavorevole» e una serie di rilievi che hanno spinto Via Nazionale a chiedere nuovi piani di intervento e correttivi, oltre all'avvio di un procedimento per la determinazione di eventuali requisiti patrimoniali aggiuntivi.

Il cambio al vertice e la fusione con Illimity

Nella stessa giornata, il consiglio di amministrazione di Banca Ifis, riunito sotto la presidenza di Ernesto Fürstenberg Fassio, ha preso atto delle dimissioni con efficacia immediata di Frederik Geertman dalla carica di amministratore delegato, ruolo che ricopriva dall'aprile 2021. Al suo posto è stato nominato all'unanimità Raffaele Zingone, già condirettore generale e chief commercial officer del gruppo, che assume la guida della banca «con efficacia immediata e fino alla prossima riunione assembleare».

Il cambio al timone arriva in un momento delicato per l'istituto, impegnato in una profonda riorganizzazione interna e in una maxi pulizia di bilancio che ha abbassato l'utile del primo semestre da 88 a 8 milioni di euro, costringendo a rivedere al ribasso la guidance sull'utile netto annuale a circa 100-110 milioni.

Parallelamente, Banca d'Italia ha rilasciato il provvedimento «pieno e incondizionato» di autorizzazione alla fusione per incorporazione di Illimity Bank in Banca Ifis. L'operazione sarà completata entro l'esercizio in corso, con l'iscrizione in bilancio di circa 70 milioni di euro di attività fiscali differite e la conferma delle sinergie previste a regime per 75 milioni di euro annui a partire dal 2027.

I rilievi della Vigilanza e il piano di rimedio

L'ispezione di Palazzo Koch, condotta tra gennaio e giugno 2026, ha evidenziato «rilievi sia di conformità che gestionali principalmente riferibili a profili Aml (antiriciclaggio), rischio Ict e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e Npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business». Sulla base di queste criticità, la Vigilanza ha richiesto a Banca Ifis l'adozione di un piano di intervento Aml e compliance, nonché di un piano di rimedio prudenziale.

Le attività richieste includono la riqualificazione degli assetti di governo societario, con l'innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, Npl e cartolarizzazioni, e la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio Ict e di sicurezza operativa.

Banca Ifis ha precisato che l'implementazione di tali piani «non inficia la prosecuzione delle avviate attività di cessione dell'intero business Npl e di trasformazione in banca universale a servizio di imprese, imprenditori e famiglie», sottolineando di aver già avviato le attività propedeutiche alla predisposizione dei suddetti piani nel solco di un rapporto di «continua e piena collaborazione» con la Vigilanza.

Il procedimento sui requisiti patrimoniali e il dossier Npl

Oltre ai rilievi ispettivi, Banca d'Italia ha comunicato l'avvio di un procedimento per la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi. L'iter dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni, mentre l'istituto avrà 45 giorni per presentare memorie e documenti. Secondo gli analisti, l'attenzione del mercato si concentrerà ora sui potenziali impatti patrimoniali e contabili derivanti dalle attività richieste dalla Vigilanza e sull'esito del processo di cessione del business Npl.

Proprio il dossier dei crediti deteriorati resta centrale nel percorso di trasformazione del gruppo. Banca Ifis ha annunciato di aver ricevuto le offerte non vincolanti per l'acquisizione del ramo Npl, con la procedura che entra ora nella seconda fase verso un'offerta vincolante entro la fine dell'anno.

L'istituto valuta inoltre l'azione di responsabilità nei confronti dell'ex gestione di Illimity guidata da Corrado Passera, già amministratore delegato e fondatore della società, alla luce delle svalutazioni complessive che si aggirano intorno ai 400 milioni di euro.

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