Il Regno Unito schiera la portaerei nel Nord Atlantico: “Proteggiamo i membri Nato, con gli Usa”
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Redazione Esteri
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Il premier britannico Keir Starmer, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, ha annunciato che nel corso di quest'anno il Regno Unito dispiegherà il suo gruppo d'attacco di portaerei nella regione del Nord Atlantico e dell'Alto Nord, un'area, quest'ultima, che include porzioni del circolo polare artico e che negli ultimi mesi è tornata al centro delle attenzioni strategiche della Nato. A guidare la missione, ha specificato Starmer nel suo discorso, sarà la portaerei Hms Prince of Wales, la più grande unità della Royal Navy, e opererà al fianco di forze navali e aeree di Stati Uniti, Canada e di altri alleati dell'Alleanza Atlantica. Si tratta, ha tenuto a sottolineare il primo ministro, di “una forte dimostrazione del nostro impegno per la sicurezza euroatlantica”, un messaggio chiaro lanciato dalla Germania in un momento in cui le dinamiche della difesa del continente sono al centro di un acceso dibattito, alimentato anche dalla nuova presidenza di Donald Trump alla Casa Bianca e dalle sue posizioni, non sempre allineate con quelle dei partner europei.
Operazione congiunta e deterrenza nucleare
L'operazione, che secondo quanto riferito da fonti governative britanniche rientra nel piano denominato “Operation Firecrest”, vedrà la partecipazione di migliaia di militari e includerà velivoli di quinta generazione F-35, oltre a vari elicotteri e unità di supporto. L'iniziativa non si limita alla sola componente convenzionale. Nel suo intervento a Monaco, Starmer ha infatti annunciato contestualmente un rafforzamento della cooperazione in ambito nucleare con la Francia, l'altra potenza atomica del continente europeo. “Per decenni – ha ricordato il premier – il Regno Unito è stata l'unica potenza nucleare in Europa a impegnare il proprio deterrente per proteggere tutti i membri Nato”. Questa partnership con Parigi, sebbene non siano stati forniti dettagli operativi specifici, mira a creare un fronte più coeso sulla deterrenza, in un contesto in cui la minaccia russa, come dimostra la prosecuzione del conflitto in Ucraina, rimane alta lungo tutto il fianco orientale.
Le relazioni transatlantiche e il ruolo di Washington
La conferenza di Monaco, giunta alla sua seconda giornata, ha visto alternarsi sul palco anche il Segretario di Stato americano Marco Rubio, il quale ha voluto ribadire che “i destini di Europa e Stati Uniti sono legati”, cercando di fugare, almeno in parte, i timori sorti dopo le dichiarazioni del presidente Trump, che in passato aveva messo in discussione il principio di difesa collettiva sancito dall'articolo 5 del trattato. Nonostante queste rassicurazioni, l'annuncio di Starmer assume una valenza politica rilevante: da un lato dimostra la volontà di Londra, ormai fuori dall'Unione Europea ma saldamente ancorata alla Nato, di giocare un ruolo di primo piano nella sicurezza del continente; dall'altro, rappresenta una risposta concreta alle pressioni americane, che da anni chiedono agli alleati europei di aumentare la spesa militare e di assumersi maggiori responsabilità nella difesa comune. La scelta del Nord Atlantico e dell'Artico non è casuale, essendo una zona di crescente competizione strategica dove la Russia ha intensificato la propria presenza e le proprie attività militari negli ultimi anni.
Il confronto con Mosca e la postura europea
Durante il suo intervento, il primo ministro britannico ha voluto tracciare una linea netta sulla necessità per l'Europa di svegliarsi dal suo “torpore strategico”, un concetto espresso anche dal cancelliere tedesco Friedrich Merz nei giorni precedenti. In questo scenario, la decisione di inviare il gruppo navale britannico nelle fredde acque del Nord rappresenta un tassello di un mosaico più ampio, che comprende anche le discussioni in corso a livello europeo su come colmare eventuali vuoti di protezione, qualora l'ombrello nucleare statunitense dovesse mostrare segni di cedimento. Starmer, incontrando i leader europei presenti in Baviera, tra cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, ha discusso proprio di come “esercitare il potere in un mondo in disordine”, un mondo in cui la deterrenza, sia convenzionale che nucleare, torna a essere lo strumento principe per garantire la sicurezza dei confini e la stabilità dell'intera area euro-atlantica. Il messaggio, rivolto a Mosca così come agli alleati, è che il Regno Unito è pronto a fare la propria parte, con mezzi e uomini, nella difesa collettiva.




