L'ultimo rombo di Coventry: l'addio della F-Pace SVR e il silenzio elettrico che attende Jaguar
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Redazione Economia
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Uno stabilimento, una linea di assemblaggio e un'auto, nera, immobile a sigillare nove decadi di storia. È qui, nello storico sito produttivo di Solihull, che si è materializzato il punto finale, un'immagine nitida catturata il 19 dicembre scorso e divenuta immediatamente icona: l'ultima Jaguar a motore a combustione interna. Si tratta di una F-Pace SVR, la versione più potente e prestazionale del suv che, dal suo lancio nel 2016, ha totalizzato oltre trecentomila esemplari diventando il modello di maggior successo commerciale per la casa del giaguaro. Quella vettura, caratterizzata da un V8 sovralimentato da cinque litri in grado di sprigionare 575 cavalli, non è destinata a un cliente, non verrà immatricolata né condotta su strada; il suo unico, simbolico compito è stato quello di attraversare la linea, segnando con la sua ombrata carrozzeria il confine netto tra due epoche radicalmente diverse.
Un colore che è un manifesto, tra passato e presente
La scelta della tonalità, un nero profondo, non è affatto casuale e rappresenta un legame deliberato e carico di significato con il patrimonio della marca. Ricalca, infatti, quella adottata nel lontano 1974 per l'ultimo esemplare prodotto della mitica E-Type, la coupé che portò Jaguar alla ribalta mondiale, stabilendo un ponte ideale tra due capitoli conclusivi. Quella scelta cromatica, che qualcuno potrebbe considerare una semplice nota di colore, si rivela invece un elemento narrativo fondamentale, quasi un sigillo di continuità applicato a cesure tecnologiche che, seppur distanti mezzo secolo, parlano entrambe di transizioni e nuovi inizi. Con la produzione di quell'ultimo propulsore termico, Jaguar chiude definitivamente un ciclo le cui radici affondano nella tradizione automobilistica britannica, voltando pagina senza possibilità di ritorno.
La strategia e il cambio di rotta verso il lusso estremo
Questa mossa, annunciata e attesa, va ben oltre il mero aggiornamento della gamma o l'adesione a un trend industriale; configura una trasformazione identitaria senza precedenti per il marchio. Il futuro, che prenderà forma concreta a partire dal prossimo anno, è infatti interamente elettrico e si annuncia sotto il segno di un posizionamento radicalmente inedito. La prima ambasciatrice di questa nuova era sarà la Type 00, coupé a batterie già preannunciata in versione concept, la cui missione non sarà più competere nel segmento delle premium tedesche, ma sfidare apertamente i colossi del lusso automobilistico assoluto come Bentley e Rolls-Royce. Un salto di categoria, dettato sia dalla tecnologia di propulsione che da una filosofia produttiva e commerciale completamente rivista, che mira a collocare Jaguar in una fascia di mercato finora inesplorata.
Un'eredità da custodire e una strada tutta da percorrere
L'addio ai motori endotermici, celebrato con la solitudine iconica di quell'ultima F-Pace SVR ferma in fabbrica, rappresenta dunque molto più di un passaggio generazionale. È la fine di un linguaggio meccanico, di una certa idea di rombo e di prestazione che per generazioni ha definito il carattere delle automobili di Coventry. Mentre il reparto produzione di Solihull si prepara a un inevitabile riconversione, l'attenzione si sposta ora sulle officine di sviluppo, chiamate a tradurre in realtà tangibile la promessa della Type 00 e a dimostrare che il DNA sportivo e seducente di Jaguar possa non solo sopravvivere, ma prosperare anche nel silenzio dell'elettrico. La sfida, tecnica ed emotiva, è appena cominciata.




