L'ultima Jaguar F-Pace, prodotta a Solihull, chiude l'era del motore termico

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nello stabilimento inglese di Solihull, lo scorso 19 dicembre, è scesa dalla linea di produzione l’ultima Jaguar F-Pace a motore termico, un evento che sigilla, in modo definitivo, la fine di un'epoca per il marchio del giaguaro. La scelta del modello non è stata affidata al caso, poiché a rappresentare questo passaggio storico è stata la variante più estrema e performante della gamma, una SVR 575 Edition. Quest’ultima, verniciata in nero, riprende volutamente il colore della celebre E-Type che, decenni fa, aveva simbolicamente chiuso un altro capitolo cruciale della casa automobilistica. Sotto il suo cofano, l’ultima F-Pace custodisce il super motore V8 sovralimentato da 5.0 litri, un propulsore capace di erogare 575 cavalli e 700 Newton metri di coppia, abbinato alla trazione integrale, che ne ha fatto il punto di riferimento per gli appassionati di Suv ad alte prestazioni.

Un addio carico di simbolismo

La produzione dell'ultimo esemplare, come riportato dal sito dello Jaguar Enthusiasts Club, trascende il mero dato industriale per assumere i contorni di una scelta carica di significato. Quella F-Pace SVR nera non rappresenta soltanto l’estremo canto del cigno di un modello di successo, che in dieci anni ha segnato l’ingresso del brand nel segmento dei Suv, ma costituisce il congedo ufficiale di Jaguar dall’intera era della propulsione a combustione interna. Un cambiamento di rotta epocale, che la casa britannica ha voluto marcare con un omaggio alla propria storia, legando il presente al passato attraverso un filo conduttore fatto di potenza e di un colore iconico. Il V8 rugente, dunque, lascia il posto a un futuro che sarà interamente elettrico, mentre lo stabilimento di Solihull, che ha visto nascere l’intera serie, si prepara ora a nuovi cicli produttivi.

Un anno complesso per il gruppo

La chiusura della produzione della F-Pace a motore termico giunge al termine di un anno, il 2025, che per Jaguar Land Rover si è rivelato particolarmente turbolento e costellato di eventi critici. Gli avvenimenti si sono susseguiti con un ritmo serrato, a partire dal grave attacco informatico che a settembre ha costretto il Gruppo a uno stop forzato delle linee di assemblaggio. Ai problemi operativi si sono poi sommati significativi cambiamenti ai vertici: nel mese di dicembre, infatti, è stato licenziato il capo del design, mentre già ad agosto si era dimesso l’amministratore delegato, sostituito da un nuovo manager. Questi episodi, nel loro insieme, hanno contribuito a delineare un quadro di transizione non privo di difficoltà, nel quale lo stop alla F-Pace termica appare come l’ultimo, inevitabile tassello di un percorso di radicale trasformazione.

Verso un nuovo capitolo

Con l’uscita di scena della F-Pace, Jaguar volge così pagina su un prodotto che ne ha caratterizzato l’offerta nell’ultimo decennio, puntando ora tutte le risorse sullo sviluppo di una gamma completamente nuova e a zero emissioni. Il modello, che è stato il primo Suv della storia del marchio, lascia un vuoto nella produzione corrente, ma al tempo stesso libera le energie progettuali e industriali per gli sviluppi futuri. La scelta di chiudere con la versione più potente e rappresentativa può essere letta come un tributo alla fedeltà della clientela e alla filosofia ingegneristica che ha guidato il brand fino a questo punto. Il rumore del V8 si spegne, dunque, non per un declino, ma in vista di un silenzio elettrico che dovrà raccontare una storia altrettanto avvincente.

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