Lavoro, oltre un milione di nuovi occupati in tre anni: l’analisi di Unimpresa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato del lavoro italiano, spesso al centro di narrazioni che ne hanno sottolineato le fragilità strutturali, mostra segnali di una robusta tenuta secondo l’ultimo report del Centro Studi di Unimpresa, il quale, analizzando il periodo compreso tra settembre 2022 e novembre 2025, rileva una crescita netta di oltre un milione di posti di lavoro. Gli occupati, infatti, sono passati da 23,141 milioni a 24,188 milioni, registrando un incremento pari a 1,047 milioni di unità, che corrisponde a un aumento percentuale del 4,52. Parallelamente, si è assistito a un marcato ridimensionamento del numero di persone in cerca di un’occupazione, scese da 2,002 milioni a 1,469 milioni, con un calo di 533 mila unità, che in termini percentuali equivale a una diminuzione di oltre un quarto.

La forbice che si allarga, termometro di una dinamica positiva

L’analisi introduce, per tracciare con maggiore immediatezza la direzione intrapresa, un particolare indicatore sintetico, definito come una sorta di “termometro” del lavoro, il cui valore cresce al migliorare delle condizioni occupazionali. Tale indicatore, che raffronta direttamente i tassi di occupazione e di disoccupazione, ha visto la propria forbice ampliarsi in modo significativo, passando da 52,35 a quasi 57 punti nel triennio considerato. Questo allargamento, di circa 4,5 punti, segnala, secondo l’associazione, come la salute del mercato del lavoro abbia beneficiato di una spinta concreta e sostenuta, allontanando lo spettro di una ripresa anemica e confermando invece una traiettoria solida.

Il calo dei contratti a termine e la qualità dell’occupazione

Un aspetto non secondario, che emerge dallo studio e che completa il quadro di una fase espansiva, riguarda la qualità dei rapporti di lavoro instaurati. I dati evidenziano, infatti, una contrazione degli strumenti contrattuali a tempo determinato, il cui utilizzo è diminuito del 18% nel corso del medesimo periodo. Questo trend, se consolidato, potrebbe indicare una propensione delle imprese a stabilizzare i propri organici, offrendo maggiori garanzie di continuità ai lavoratori, in un contesto economico che, nonostante le inevitabili incertezze globali, sembra aver ritrovato una propria dinamica positiva interna.

Uno sguardo d’insieme su un triennio di crescita

La fotografia scattata da Unimpresa, che sintetizza tre anni di andamenti, delinea quindi un panorama complessivamente favorevole, dove all’aumento degli occupati si accompagna una sostanziale riduzione dei disoccupati e un incoraggiante ridimensionamento dei contratti a termine. Si tratta di elementi che, presi insieme, contribuiscono a comporre un mosaico di segnali incoraggianti, pur nella consapevolezza che le sfide, soprattutto quelle legate alla produttività e alla partecipazione di alcune fasce della popolazione attiva, restano aperte e richiedono continue attenzioni da parte delle politiche economiche.

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