Benedetta Pilato, la nuotatrice fermata per un presunto furto a Singapore
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Redazione Sport
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Benedetta Pilato, ventenne atleta azzurra di fama internazionale e medaglia di bronzo nei 50 rana ai recenti mondiali di Singapore, è stata coinvolta, suo malgrado, in un episodio spiacevole che ha ritardato il suo rimpatrio. L’accaduto, che ha visto protagonista anche la compagna di squadra Chiara Tarantino, si è consumato nell’area duty free dell’aeroporto di Changi, dove le telecamere di sicurezza le avrebbero riprese mentre maneggiavano, senza averne pagato il dovuto, alcuni oggetti in vendita.
Dopo la conclusione dei campionati mondiali, terminati il 3 agosto, la Pilato e un piccolo gruppo di colleghe della nazionale avevano deciso di prolungare la permanenza in Asia per una breve vacanza a Bali, prima di fare ritorno in Italia. È stato proprio durante lo scalo tecnico a Singapore, poco prima dell’imbarco sul volo di rientro, che le atlete sono state avvicinate dalla sicurezza aeroportuale e trattenute per accertamenti in relazione a un presunto furto in un negozio. La situazione, piuttosto insolita per atlete del loro calibro, ha reso necessario l’intervento della Farnesina e dei funzionari dell’ambasciata italiana per risolvere l’intricata matassa e permettere alle giovani di ripartire.
Attraverso un post pubblicato sul suo profilo Instagram, la Pilato ha provato a fare chiarezza sulla vicenda, sebbene senza scendere nel dettaglio delle dinamiche specifiche. «Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona», ha esordito, specificando di essersi trovata «indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio» e di non aver avuto, in alcuna circostanza, «la volontà di compiere gesti inadeguati». La sua ricostruzione tende a dipingere l’accaduto più come un fraintendimento che come un gesto premeditato, sebbene le autorità locali abbiano ritenuto di dover approfondire la questione.




