Raccolta delle olive sul Garda e in Toscana, annata 2026 tra le migliori degli ultimi anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La raccolta delle olive sul lago di Garda è partita mercoledì 14 ottobre nel frantoio della cooperativa agricola San Felice del Benaco, dove Confagricoltura Brescia ha presentato la campagna olearia 2026. Per l'organizzazione si annuncia una delle annate più belle degli ultimi sei-sette anni, con piante cariche e frutti in ottime condizioni sanitarie, come non se ne vedevano dal periodo 2018-2020.

Il presidente Oscar Scalmana ha spiegato che il caldo estivo ha limitato la presenza dei principali insetti dannosi, tra cui la mosca dell'olivo, la cimice e l'euzophera, favorendo un quadro fitosanitario ai massimi livelli.

Un calendario che torna alla tradizione

Rispetto agli ultimi anni, la maturazione dei frutti e l'accumulo di olio sono proceduti più lentamente, soprattutto negli oliveti non irrigati. Non si è quindi manifestata la necessità di anticipare la raccolta ai primi giorni di ottobre per contenere i danni dei parassiti: il periodo centrale della campagna si colloca tra metà e fine mese, in linea con il calendario tradizionale dell'olivicoltura gardesana. L'estate ha comunque messo in evidenza le difficoltà legate al cambiamento climatico, con temperature fino a 38-40 gradi e notti particolarmente calde.

Nel Bresciano si contano 1.925 ettari coltivati a olivo, pari all'81 per cento della superficie olivicola lombarda. Nel 2025 la produzione provinciale è stata di circa 32 mila quintali di olive, il 90 per cento del totale regionale, contro i 48 mila quintali del 2024.

La cooperativa di San Felice, conosciuta localmente come Verità, celebra quest'anno gli ottant'anni dalla fondazione, avvenuta il 27 ottobre 1946: riunisce oltre 400 soci, con circa 320 ettari di oliveti e più di 71 mila piante, e dispone del più grande frantoio della Lombardia per quantità di olive lavorate.

In Toscana stime in crescita fino al quaranta per cento

Mentre la raccolta è in pieno svolgimento nelle olivete toscane, il Consorzio di Tutela dell'Olio Toscano Igp ha presentato le prime stime per la campagna 2026. La produzione attesa supererà del 35-40 per cento la media degli ultimi dieci anni, mentre le rese in frantoio si attestano mediamente intorno al 12 per cento. Il presidente Fabrizio Filippi ha spiegato che le olive sono sane e le rese soddisfacenti, con un mercato che per il momento mantiene prezzi stabili.

Anche in questo caso l'andamento estivo ha giocato un ruolo determinante. Le temperature secche hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive, limitando allo stretto necessario gli interventi in campo. Il quadro riguarda la produzione a indicazione geografica protetta e le quantità effettive potranno essere definite soltanto con l'avanzamento della campagna.

Un quadro nazionale a due velocità

A livello italiano le previsioni indicano una campagna di scarica, con una produzione nazionale attesa in calo di circa il 20 per cento rispetto all'anno precedente. Sicilia, bassa Calabria e Puglia dovrebbero attestarsi su questa riduzione fisiologica, mentre Campania e alta Calabria mostrano prospettive più favorevoli. Secondo Federolio, le condizioni agronomiche attuali consentono comunque di prevedere una campagna di buona qualità.

Le regioni del Centro-Nord, pur con performance positive come il balzo della Liguria a 3.500 tonnellate, non riusciranno a compensare le perdite del Sud. La produzione italiana della campagna 2025-26 si era attestata su 325 mila tonnellate, secondo i dati Ismea, con un rimbalzo del 31 per cento rispetto all'annata precedente.

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