La trappola nel garage e la fuga sull'A1: l'ultimo grido di aiuto di Lorena Isceri prima del volo dal viadotto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un agguato nel garage di casa, la violenza, il bagagliaio di un'auto e poi la fuga lungo l'Autostrada del Sole, direzione Bologna. È la ricostruzione, al momento ancora in fase di accertamento da parte degli inquirenti, della mattinata di giovedì 3 settembre che si è conclusa con la morte di Lorena Isceri, 45 anni, e dell'ex compagno Federico Vella, 36 anni, i cui corpi sono stati ritrovati alla base del viadotto Lora, nel territorio di Barberino del Mugello, al bivio tra la Panoramica e la Direttissima.

La procura di Firenze, con il pm Antonio Natale, e la squadra mobile diretta da Domenico Balsamo hanno aperto un'indagine per omicidio-suicidio, cercando ora di ricostruire gli esatti momenti che hanno preceduto il tragico epilogo e, in particolare, se la donna fosse già morta prima di essere gettata nel vuoto o se sia deceduta in seguito all'impatto.

L'agguato e la fuga: la dinamica del sequestro

Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, Vella avrebbe atteso la ex compagna e l'avrebbe bloccata nel garage della sua abitazione a Firenze. Dopo averla picchiata, l'uomo l'avrebbe legata e caricata con la forza nel bagagliaio della propria auto, allontanandosi poi in direzione dell'autostrada. L'ipotesi degli inquirenti, che hanno sequestrato il veicolo trovato fermo sulla corsia d'emergenza, è che l'obiettivo di Vella fosse quello di raggiungere un punto impervio dell'A1 per compiere il gesto estremo.

Quello che però l'uomo non aveva previsto, forse, era che nel portabagagli, all'interno di uno zaino, fosse rimasto un secondo cellulare, un particolare che si è rivelato cruciale per far scattare l'allarme.

La disperata telefonata al 112 e all'amico

Lorena Isceri, nonostante fosse legata e rinchiusa nel bagagliaio, è riuscita a impossessarsi del telefono e a lanciare un disperato grido di aiuto, contattando il numero unico di emergenza 112 e, subito dopo, anche un amico. Durante quella che sarebbe stata una delle ultime chiamate della sua vita, la donna ha riferito agli operatori di essere stata rapita e ha tentato di fornire indicazioni utili per la sua geolocalizzazione, consentendo così alla sala operativa della questura di attivare immediatamente le ricerche della vettura in autostrada.

La polizia si è messa immediatamente sulle tracce dell'auto e una pattuglia della Polizia Stradale è riuscita a individuare il veicolo fermo sulla corsia d'emergenza, ma purtroppo, quando gli agenti sono giunti sul posto, la tragedia si era già consumata. Secondo quanto ricostruito, Vella si sarebbe accorto che la donna stava usando il cellulare, avrebbe fermato la macchina e le avrebbe strappato il telefono dalle mani, poco prima di gettarla dal viadotto.

L'epilogo sul viadotto Lora

Le telecamere di sorveglianza posizionate lungo il tratto autostradale e le body cam in dotazione agli agenti potrebbero aver ripreso alcuni momenti cruciali della vicenda, contribuendo a far luce sulla dinamica finale. Quando la polizia è giunta sul viadotto, gli agenti hanno visto Federico Vella in bilico sul ponte; nonostante i tentativi di avvicinarsi, l'uomo si è poi gettato nel vuoto.

I soccorritori del 118, intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco e al personale di Autostrade per l'Italia, hanno ritrovato il corpo di Vella e, a poca distanza, quello senza vita di Lorena Isceri alla base del viadotto. L'autopsia, disposta dalla procura, sarà determinante per chiarire se la donna sia stata uccisa prima di essere lanciata o se sia deceduta in seguito alla caduta.

A seguito dell'accaduto, intorno alle 15:30, il tratto dell'A1 Panoramica tra il bivio con la Direttissima e Roncobilaccio è stato temporaneamente chiuso per consentire i rilievi degli inquirenti e le operazioni di soccorso.

L'ultimo messaggio social e la relazione finita

Sui social network, il profilo Instagram di Federico Vella racconta gli ultimi, inquietanti giorni della relazione con Lorena Isceri. Il 12 agosto, a distanza di circa tre settimane dalla tragedia, l'uomo aveva pubblicato un video con una serie di immagini che ritraevano la coppia insieme, accompagnato da un messaggio che oggi appare come un tragico presagio: «Certi incastri sono così perfetti che, anche se li separi, la forma dell'altro ti rimane addosso per sempre. A te, che sei la donna che ho amato con tutto me stesso e ho perso per la mia stupidità.

Sarò tuo anche se non posso più esserlo». I due, residenti a Firenze ma lei originaria del Salento, si erano lasciati durante l'estate, e lei era una dirigente d'azienda nel settore farmaceutico per animali, mentre lui lavorava come impiegato in un autonoleggio. Poche ore prima del gesto estremo, Vella aveva postato un'ultima storia su Instagram, uno sfondo nero con la scritta "Addio a tutti", insieme a un'altra frase che suona come un'amara constatazione: «Ti voglio abbastanza bene da non parlarti quando potrei ferirti».

Il corpo di Lorena Isceri è stato restituito alla famiglia, originaria di Squinzano, in provincia di Lecce, mentre proseguono le indagini per ricostruire ogni frammento di questa vicenda.

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