Siria, al via una nuova fase della guerra civile
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Redazione Esteri
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Da anni, ormai, di Siria non si parlava più. La guerra civile, che aveva devastato il paese, era stata sostanzialmente congelata: il regime di Bashar al-Assad aveva consolidato il controllo su Damasco, la parte centrale e il sud, più l’area costiera e le principali città del Paese, come Homs, Aleppo e Hama. Tuttavia, questo controllo era a geometria variabile: in alcune aree molto più solido, in particolare sulla costa, area di tradizionale insediamento alawita, e nella capitale, e in altre più ballerino.
L'attenzione internazionale torna ora sulla Siria. Dopo anni di silenzio, a far riaccendere i riflettori sul Paese arabo sono state l'avanzata nel nord di fazioni armate, a cominciare da Aleppo, e la sfida al leader siriano Bashar al-Assad. Nel marzo del 2011, migliaia di siriani, all'epoca delle cosiddette Primavere Arabe, sono scesi in piazza per chiedere riforme democratiche, contestando Assad, della minoranza alawita, salito al potere dopo la morte del padre Hafez, nel 2000, in un Paese a maggioranza sunnita.
Da mercoledì scorso, un nuovo conflitto è arrivato a complicare ulteriormente il quadro del Medio Oriente: i ribelli anti-Assad hanno lanciato un'offensiva a sorpresa in Siria. Jihadisti e gruppi armati alleati contro il regime di Bashar al-Assad hanno raggiunto il centro di Aleppo, nel nordovest del paese, dopo intensi combattimenti con l'esercito di Damasco. Ma cosa significa per Israele questo nuovo fronte caldo? Il conflitto potrebbe avere importanti riflessi anche sulle scelte di Netanyahu.
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