iPhone 17e, i primi benchmark non sono da “economico” e il confronto con i Pro si fa serrato
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Dopo le prime rilevazioni che hanno riguardato l’M4 di iPad Air, il chip M5 Max e il MacBook Neo, compaiono ora su Geekbench i primi risultati attribuiti al processore A19 montato sull’iPhone 17e, il nuovo modello di accesso alla gamma Apple in arrivo nei negozi a partire dalla prossima settimana. Con ben undici campioni raccolti, i dati offrono una panoramica rappresentativa delle capacità del SoC, e il responso, per chi si aspetta il classico passo indietro prestazionale dei modelli “low cost”, è sorprendente: il divario con il fratello maggiore, il melafonino standard, sembra ridursi a una manciata di punti percentuali. La media dei punteggi, che si attesta intorno ai 3.320 punti per il single-core e agli 8.373 per il multi-core, racconta di un dispositivo che non solo supera agevolmente l’iPhone 16e, ma va a insidiare le prestazioni della generazione attuale, piazzandosi di fatto in una fascia di mercato dove l’aggettivo “economico” sta piuttosto stretto.
Una questione di chip, ma non solo
Dal punto di vista architetturale, l’A19 dell’iPhone 17e monta una CPU a 6 core, affiancata da una GPU a 4 core e da un Neural Engine a 16 core. È proprio sul fronte grafico che si consuma l’unico, vero compromesso: il modello standard, infatti, può contare su un core in più dedicato all’elaborazione grafica, una differenza che sui fogli tecnici si traduce in un calo prestazionale stimato intorno al venti per cento per i videogiocatori più accaniti, ma che nell’utilizzo quotidiano, fatto di navigazione, social e app di messaggistica, risulta del tutto impercettibile. La strategia di Cupertino, con questa “e” che lascia volutamente spazio all’interpretazione – alcuni la leggono come “economico”, altri come “essenziale” – è chiara: offrire il cuore pulsante della propria tecnologia a un prezzo d’attacco, limando qualche accessorio ma senza intaccare la sostanza dell’esperienza d’uso.
MagSafe e fotografia, l’essenziale ora c’è
A rendere ancora più competitivo il pacchetto ci pensano una serie di implementazioni che sulla precedente generazione si facevano notare per la loro assenza. La principale novità, e non è di poco conto, è l’integrazione del supporto MagSafe per la ricarica wireless, una funzionalità che allinea finalmente l’iPhone 17e al resto della famiglia, consentendo l’aggancio magnetico a power bank e accessori vari senza dover ricorrere a custodie adattatore. Apple ha poi raddoppiato la memoria di base, portandola a 256 GB, e ha ritoccato la tavolozza dei colori introducendo un nuovo rosa polvere che va ad affiancare il bianco e il nero. Sul fronte fotografico, sebbene si rinunci al grandangolo e al tasto fisico dedicato al controllo della fotocamera, il sensore Fusion da 48 megapixel promette scatti di livello grazie alla nuova generazione della modalità Ritratto, che ora gestisce in automatico profondità e messa a fuoco anche per soggetti come cani e gatti.
Prezzi e posizionamento, l’offerta di Amazon
Il nuovo nato si prepara a debuttare sul mercato con un listino di 729 euro per la versione da 256 GB, andando a inserirsi in una fascia di prezzo che lo vede competere non solo con la concorrenza Android, ma anche con i modelli Apple delle generazioni passate. In questa settimana di marzo, complici le promozioni online, assistere a un rimescolamento delle carte è quasi fisiologico: su Amazon, ad esempio, è già possibile trovare l’iPhone 17 standard con uno sconto che lo porta a 899 euro, pagabile anche in cinque rate mensili, un’alternativa certamente valida per chi non volesse rinunciare a qualche fronzolo tecnologico in più. La domanda, allora, sorge spontanea: perché privarsi del display sempre attivo, della Dynamic Island o del tasto fotocamera, quando con un esborso relativamente contenuto si può ottenere il modello “full option”? La risposta, forse, sta nell’uso che ciascuno fa del proprio telefono: per una larga fetta di utenza, quella che cerca un dispositivo affidabile, scattante e senza troppe pretese, l’iPhone 17e rappresenta quella sintesi perfetta tra costo e prestazioni che da tempo mancava nel catalogo della mela.
Autonomia e display, i compromessi accettabili
C’è poi il capitolo batteria, dove l’iPhone 17e si ferma a 26 ore di riproduzione video, un dato in linea con il predecessore ma inferiore alle 30 ore garantite dal modello base e ancor più distante dalle performance dei Pro. Il display, pur essendo un pannello OLED da 6,1 pollici con Ceramic Shield di seconda generazione, rimane fermo a 60 Hz e non supporta la funzione “always-on”, dettagli che per gli appassionati della tecnica fanno la differenza, ma che per l’utente medio passano spesso in secondo piano. Insomma, Apple ha tirato su una linea di prodotti a prezzi relativamente contenuti che bastano e avanzano per una clientela che non vuole spendere troppo per funzioni che probabilmente non utilizzerà mai, concentrando il valore dove conta davvero: la potenza di calcolo e la longevità del dispositivo.




