Trump sospende con un ordine esecutivo le sanzioni del Lindsey Graham Act
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Redazione Esteri
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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato venerdì un ordine esecutivo che sospende temporaneamente l'applicazione di un ampio pacchetto di sanzioni contro la Russia, sostenendo, in contrapposizione alla decisione del Congresso, che la misura risponde all'interesse nazionale. La decisione riguarda il Lindsey O.
Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, la legge promulgata a settembre e intitolata al defunto senatore repubblicano della Carolina del Sud, che mirava a inasprire le sanzioni contro l'economia russa e a limitare il flusso di risorse finanziarie destinate a sostenere la guerra contro l'Ucraina.
La deroga e la certificazione al Congresso
Nell'ordine esecutivo, il presidente ha invocato la sezione 115 della legge, che gli conferisce l'autorità di sospendere sanzioni, restrizioni e dazi previsti dal provvedimento, a condizione di trasmettere al Congresso una certificazione scritta che attesti come la deroga sia conforme all'interesse nazionale degli Stati Uniti, accompagnata da un rapporto esplicativo.
Trump ha dichiarato di aver ottemperato a questo obbligo, precisando che la sospensione non elimina tutte le misure in vigore contro Mosca: le sanzioni e le restrizioni imposte da precedenti ordini esecutivi, comprese quelle contro i soggetti già designati, rimangono infatti invariate.
I dazi sospesi e l'impatto sui mercati energetici
Il pacchetto bloccato prevedeva un aumento fino al 500 per cento ad valorem sui beni importati dalla Federazione Russa e un incremento del 100 per cento sui prodotti provenienti dai cinque maggiori acquirenti di petrolio e gas naturale di origine russa, con l'obiettivo di colpire le entrate energetiche di Mosca e la cosiddetta flotta ombra delle petroliere. L'applicazione di queste misure era attesa a partire dal 18 ottobre, ma la loro efficacia avrebbe complicato gli sforzi della Casa Bianca per ridurre i prezzi del diesel in vista delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.
La sospensione si inserisce in un quadro di pressione sui costi dei carburanti che ha spinto l'amministrazione a cercare nuove forniture sui mercati internazionali.
Le critiche bipartisan e il contesto ucraino
La decisione è arrivata tra le critiche di legislatori di entrambi i partiti, secondo cui allentare le restrizioni sul petrolio russo rischia di garantire a Mosca entrate inattese proprio mentre prosegue il conflitto in Ucraina.
Nelle stesse ore, le autorità locali di Kherson hanno reso noto che un raid aereo mattutino ha ferito una famiglia con un neonato di un mese e ha ucciso un autista del servizio di emergenza sanitaria di 64 anni nel quartiere di Korabelny; secondo il governatore della regione, Ivan Fedorov, anche Zaporizhzhia è stata colpita da missili che hanno danneggiato edifici residenziali e provocato due feriti.
Il monitoraggio delle importazioni e la portata della sospensione
L'ordine esecutivo mantiene in capo al rappresentante commerciale degli Stati Uniti, in consultazione con i segretari di Stato, del Tesoro e dell'Energia, il compito di monitorare gli acquisti di greggio e gas russo e le attività di elusione delle sanzioni, con la facoltà di segnalare al presidente la necessità di ulteriori interventi. La sospensione riguarda anche le misure contro i facilitatori dell'evasione delle sanzioni petrolifere, ma non tocca il quadro delle restrizioni preesistenti, che resta operativo per i soggetti già colpiti dalle precedenti disposizioni dell'amministrazione.
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