Referendum flop, la Cgil ammette la sconfitta mentre la destra esulta: "Sinistra lontana dal paese"
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Redazione Interno
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Mentre i dati definitivi confermano l’affluenza al 30,58%, ben lontana dal quorum necessario, la Cgil del Trentino non tenta di edulcorare il risultato. "È una sconfitta cocente", ammettono, pur sottolineando che "l’impegno non si ferma qui". I cinque referendum promossi dal sindacato, incentrati soprattutto sul lavoro, hanno visto prevalere i sì in modo netto, ma il vero nodo è stato il mancato raggiungimento del 50%+1 degli elettori. Un fallimento che la destra ha trasformato in un’occasione per rilanciare la propria narrazione: "La sinistra è scollegata dal paese", affermano esultando, interpretando l’astensionismo come un segnale politico.
Tra i quesiti, quello sulla cittadinanza agli stranieri ha registrato margini più stretti, con il no al 35%, un dato che ha sorpreso per la polarizzazione emersa. "Non è scandaloso che il risultato divida", commenta la Cgil, respingendo l’idea di un uso strumentale del voto. Ma il punto, come ribadito da Maurizio Landini, è un altro: "Il quorum non è stato superato, e questo è un fatto". Il segretario generale, pur riconoscendo la sconfitta, ha cercato di rileggere la campagna referendaria in chiave positiva: "Quattordici milioni di persone hanno votato, e i problemi sollevati restano attuali". Peccato che, come qualcuno potrebbe obiettare, prima di questo "mese e mezzo" di mobilitazione, quei problemi sembrassero assenti dall’agenda pubblica.
Landini, del resto, ricorda per certi versi la figura di Luciano Spalletti: entrambi alle prese con performance deludenti, ma con reazioni divergenti. Se l’ex ct della Nazionale – dopo la batosta in Norvegia e una vittoria stentata contro la Moldova – continuava a credere nella qualificazione al Mondiale nonostante i risultati pessimi, Landini evita ottimismi forzati. Preferisce invece parlare di "crisi democratica", un alibi che suona come un’ammissione indiretta: la battaglia referendaria, forse, è stata combattuta su terreni sbagliati.




